Sharypova racconta il suo incubo: "Ecco come Zverev mi portò a tentare il suicidio"



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Sharypova racconta il suo incubo: "Ecco come Zverev mi portò a tentare il suicidio"

Considerato tra i tennisti più promettenti della sua generazione, il tennista tedesco Alexander Zverev sta vivendo un momento difficile della sua vita personale con la sua ex ragazza, la russa Olga Sharypova, che, ha più volte ribadito di aver subito pesanti attacchi di violenza domestica dal tedesco.

Attraverso il sito racquetmag.com la ragazza ha rilasciato una lunga intervista dove ha raccontato il suo inferno personale.

Il duro attacco di Olga Sharypova a Zverev

Ecco le dichiarazioni della giovane russa: "Non voglio nulla da lui, voglio solo che si sappia la verità.

Il mio unico obiettivo è aiutare gli altri e non far vivere quello che io ho passato ad altre persone" La Sharypova ha abbandonato il sogno di diventare una tennista a 15 anni ed ha raccontato tutta la sua storia: "Misi una foto di noi due quando eravamo piccoli sui social e lui mi contatto', dopo pochi giorni ci siamo visti e il 5 Settembre 2018 abbiamo iniziato una relazione"

Da qui racconta il suo inferno personale: "Premetto che ho le prove di tutto ciò che mi ha detto e fatto. Mi ha colpito per la prima volta a Monaco, avevamo litigato e mi ha sbattuto con la testa contro il muro.

Sono crollata a terra ed anche lui si spaventò. Alle Maldive eravamo con i suoi amici e mi umiliava continuamente, non solo accuse fisiche ma anche e soprattutto violenza mentale" A chi gli chiede perché non ha chiuso la relazione Olga risponde: "Se cercavo di chiudere lui continuava a contattarmi e nel caso contattava i miei amici.

Ero a Mosca e lui mi chiamò più volte, mi faceva sentire in colpa se ero felice. Un uomo possessivo e che voleva avere sempre il controllo. Sinceramente mi ha fatto stare male con me stessa, credevo che fosse colpa mia, lui mi accusava delle sue sconfitte durante il Tour ed ero la ragione di tutti i suoi problemi.

Ad un certo punto chi mi conosceva si era reso conto che qualcosa non andava" Su quello che è successo a New York: "Alcuni dipendenti videro la paura nei miei occhi, addirittura mi aiutarono ad evitare Sascha che mi cercava per tutto l'hotel.

Credo che sicuramente ci saranno registrazioni di tutto ciò. Ad un certo punto mi sequestrò il passaporto e non voleva farmi andare via, ero costantemente depressa e lui si è reso conto di avere il controllo su di me.

All'ennesimo litigio lui mi prese a pugni ed ero davvero morta dentro, non capivo nulla e tentai il suicidio. Ho preso l'insulina e la iniettai dentro di me. Quel periodo è stato straziante, sono stata 3 giorni a letto finché non mi sono ripresa. Voglio che le donne che stanno passando questo non soffrano quello che ho passato io, voglio solo dare una mano"