Belinda Bencic rifiuta di giocare contro una tennista presente al WTA di Palermo



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Belinda Bencic rifiuta di giocare contro una tennista presente al WTA di Palermo

Una notizia decisamente curiosa arriva dalla Svizzera. Belinda Bencic, attuale numero otto della classifica WTA si è rifiutata di scendere in campo in un torneo a squadre in terra elvetica. Il motivo di questa scelta è dovuto al fatto che l'avversaria contro cui doveva giocare era reduce dalle qualificazioni del WTA di Palermo.

Il team della Bencic era preoccupato dal fatto che durante i test pre torneo a cui si sono sottoposte tutte le tenniste che dovevano partecipare al torneo siciliano è venuta fuori la positività di una giocatrice: la bulguara Victoria Tomova.

Probabilmente la Bencic insieme al suo staff ha voluto evitare il rischio di giocare contro una tennista che aveva frequentato gli stessi luoghi in cui si era registrato un caso di positività al Covid-19. Quello che sorprende è che la tennista Leonie Kung, contro cui la Bencic avrebbe dovuto disputare il suo match nella gara a squadre, è risultata negativa ai test effettuati in Svizzera e di conseguenza aveva ottenuto l'autorizzazione a scendere in campo.

A seguito dell'accaduto, quando il team della Kung è venuto a conoscenza della decisione presa dal team avversario di non giocare, ha deciso di abbandonare la competizione per protesta. Una storia dai contorni davvero discutibili.

Appare evidente, infatti, che si sia creata una situazione piuttosto singolare, in cui la paura ha vinto sull'oggettività dei risultati derivanti dai controlli.

Bencic rifiuta di giocare contro una tennista presente al WTA di Palermo

Quello che si teme è che così facendo si crea un precedente scomodo e rischioso che potrebbe essere imitato da altri atleti.

Al momento questo episodio resta unico e isolato, ma considerando la preoccupazione che desta questa malattia non possiamo escludere che con la ripresa della stagione tennistica, si possano registrare altri comportamenti di tale genere.

In questo caso si trattava di un torneo a squadre, ma nell'ipotesi in cui dovesse accadere in un match ufficiale, è bene che la WTA valuti come intervenire per evitare che si verifichino comportamenti arbitrari dettati più dalla paura che dall'effettivo pericolo di essere contagiati.