Shapovalov: "Ho dubitato di me stesso, a Madrid ho capito che mi sbagliavo"


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Shapovalov: "Ho dubitato di me stesso, a Madrid ho capito che mi sbagliavo"

Di aspettative e di realtà. In una dimensione senza compromessi. Anche se in Denis Shapovalov (che ha peraltro iniziato il 2019 con un brutto passo falso ad Auckland) la normalità non è ancora una componente. A una manciata di giorni dall’inizio del primo torneo stagionale, il talentino canadese aveva avuto una piacevole chiacchierata con la stampa neozelandese. Analizzando, nello specifico, gli alti e i bassi di un 2018 piuttosto ricco. “A Madrid ho definitivamente dimostrato che i successi a Montreal non erano stati un caso. Che il mio livello era quello” – aveva detto – “Anche se sono stato il primo ad avere dei dubbi su me stesso tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Quel risultato mi ha tranquillizzato e mi ha fatto capire tante cose. Nel momento in cui ho iniziato a sentirmi a mio agio nel Tour, i risultati sono stati una conseguenza logica. Nell'ultimo anno, sono migliorato sotto tutti gli aspetti". 

La pazienza, come spesso accade, è un’arma potentissima: “In questo momento storico, capita che la stragrande maggioranza dei giocatori raggiunga l’apice intorno ai 30 anni. Non è nemmeno un caso che 7 dei primi 10 abbiano più di 30 anni. Io mi trovo tra i primi 30 giocatori del mondo e non ho ancora compiuto 20 anni. Quindi credo di essere sulla strada giusta".