Panatta si scusa con Sau: "Era una battuta in romanesco"


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Panatta si scusa con Sau: "Era una battuta in romanesco"

Dopo la polemica per un’uscita non esattamente brillante alla trasmissione “Quelli che il calcio”, Adriano Panatta si scusa e utilizza le pagine del quotidiano “L’Unione Sarda” per farlo.

Come avevamo riportato ieri, il campione del Roland Garros 1976 aveva descritto l’azione del 2-2 firmato dal calciatore del Cagliari Marco Sau con «Si è infilato come un sorcio nero», provocando critiche nell’opinione pubblica e anche un commento stizzito del Cagliari Calcio esplicitato con un tweet sull’account ufficiale della società.

«Se qualcuno si è risentito per quel che ho detto mi scuso, ma la mia era solo una battuta in romanesco – spiega Panatta - L’intenzione era quella di elogiare la furbizia dell’attaccante del Cagliari che, come un topolino, è riuscito a far breccia nella difesa giallorossa». L’ex tennista romano elogia poi lo stesso Sau e la Sardegna: «È un ottimo calciatore. E il Cagliari non me ne voglia: la Sardegna, dove ho tanti amici, è sempre nel mio cuore. Chiamavo sorcio anche Harold Solomon. Perché se ti giravi un secondo, ti fregava. Era l’avversario che ho sconfitto nella finale del Roland Garros nel 1976, ma di lui avevo assoluto rispetto».

Conclude Panatta: «So di essere stato frainteso. Mi dispiace, non volevo offendere nessuno».