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Capo federtennis sudafricana: 'Non abbiamo sostenuto abbastanza Anderson'

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by Luigi Gatto

Qualche giorno fa Kevin Anderson, durante la seconda settimana degli US Open, ha espresso il desiderio che la sua finale raggiunta agli US Open possa rappresentare un'ispirazione per i bambini sudafricani a giocare a tennis, un Paese che non ha al momento nessun top 200 nel ranking ATP e nessun top 100 nel ranking ITF giovanile.

Richard Glover, capo della federazione sudafricana (TSA) dallo scorso anno, crede che il numero 15 al mondo poteva essere gestito meglio soprattutto ad inizio carriera. "Dopo aver parlato con Kevin, sua mamma e anche alcuni dipendenti della TSA che sono nel sistema da anni, ho concluso che - mentre la nostra federazione ha sostenuto Kevin più di quanto la maggior parte delle persone creda, non lo abbiamo comunque sostenuto abbastanza.

Per farla breve, sia lui che la sua famiglia hanno fatto grandi sacrifici per portarlo dov'è oggi. E' loro il trionfo, non nostro". "Personalmente non penso che Kevin abbia ricevuto i meriti che merita in Sudafrica, a parte gli ultimi giorni.

E' un grande ambasciatore per il nostro sport, un uomo intelligente e riflessivo, una persona di classe, qualità e carattere, che si interessa al proprio Paese", ha concluso Glover su Anderson, che - residente in Florida da una decina di anni - aveva chiesto un paio tempo fa di ottenere il passaporto americano, richiesta alla fine gettonata.

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