Australian Open - Djokovic, 26 di fila. Tutto facile contro Rublev, in semi c'è Paul



by   |  LETTURE 2486

Australian Open - Djokovic, 26 di fila. Tutto facile contro Rublev, in semi c'è Paul

Dal 2011 al 2014 aveva vinto venticinque partite di fila agli Australian Open prima di lasciare spazio a Stan Wawrinka. Buffo pensare che a distanza di quasi dieci anni Novak Djokovic sia riuscito a superare se stesso e a eguagliare un record che precedentemente apparteneva al solo Andrè Agassi.

Il fenomeno serbo ha sempre vinto nello Slam down-under dagli ottavi di finale del 2018 contro Chung e ha così raggiunto quota ventisei dopo quella nettissima ai danni di Andrey Rublev, a bocce completamente ferme il principale degli ostacoli sulla strada verso la finale.

Con una prestazione gigantesca e un 6-2 6-1 6-4 che ben poco spazio lascia alle interpretazioni, Djokovic tocca anche quota 37 vittorie consecutive in Australia. Con un colpo solo, il fenomeno serbo acciuffa tra le altre cose la decima semifinale in Australia, la numero quarantaquattro in un torneo dello Slam, ma soprattutto si incastra in uno spicchio di tabellone lasciato praticamente vacante.

Ad attenderlo ci sarà Tommy Paul, che nella trafficatissima strada americana trova spazio tra i primi quattro in Major grazie alla vittoria nel derby contro Ben Shelton. Che parallelamente prima della trasferta australiana non aveva mai oltrepassato i confini degli Stati Uniti.

Djokovic domina Rublev: semifinale numero 10 in Australia

Djokovic intravede immediatamente i punti deboli del tennista russo, che nel tentativo disperato di dominare gli scambi da fondo campo finisce per rimanere vittima dei suoi stessi errori.

Il fenomeno serbo muove il gioco con una costanza a tratti irreale e si muove lateralmente in maniera praticamente perfetta. Risponde costantemente al servizio del russo – che si intestardisce forse un po’ troppo sulla diagonale del rovescio – ma soprattutto assesta due ganci sul 2-1 e sul 4-1 e nonostante qualche singhiozzo sul 5-1 non apporta particolari modifiche al copione.

Anzi. Il progetto monotematico di Rublev non infastidisce invece in maniera alcuna Djokovic. Praticamente un metronomo sulla diagonale sinistra e con la battuta a disposizione. Rublev, che non cambia sostanzialmente di una virgola il piano tattico, evidentemente scivola sotto di un break anche nel secondo.

Il nove volte campione del torneo per la prima volta nel match si trova in una situazione di semi-pericolo. Chiamato a cancellare infatti una palla per il 3-3, stravince un massacrante braccio di ferro da fondo campo da cui si tira fuori con un contropiede di dritto e poi dilaga.

Complice anche il nervosismo del russo che fatica persino a trovare continuità con il servizio e a muovere più di due volte il punteggio. Dopo il brutale 6-1 6-2, le dinamiche della sfida non cambiano. Anzi. Rublev cancella le prime due palle break che offre, ma pasticcia con la volée nel momento di massima difficoltà e dà ancora una volta a Djokovic la possibilità di fare corsa di testa.

Il set è di fatto un contorno del tutto necessario, con Djokovic che gioca a braccio completamente sciolto e che in un'altra manciata di occasioni flirta con il break. Pochi e scadenti i tentativi di rimonta da parte del russo, che dopo poco più di due ore si inchina alla superiorità del nove volte campione del torneo e che soprattutto per la settima volta su altrettanti tentativi si ferma ai quarti di finale in uno Slam.

Sabalenka e Linette in semifinale

Prende forma anche la prima semifinale nel tabellone femminile, quella tra Aryna Sabalenka e Magda Linette. Legittima la vittoria della tennista bielorussa, che supera nettamente Donna Vekic e si piazza tra le prime quattro in un torneo dello Slam per la quarta volta in carriera senza particolari patemi.

Sorprende invece la polacca, che parallelamente approfitta della resa scadente con la battuta a di Karolina Pliskova per acciuffare il risultato più prestigioso in carriera.