Australian Open - Djokovic agli ottavi. L'allarme contro Dimitrov rientra dopo un set



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Australian Open - Djokovic agli ottavi. L'allarme contro Dimitrov rientra dopo un set

Gli spettri di un problema fisico ancora irrisolto spaventano Novak Djokovic solamente nella parte finale della prima frazione. Superata la paura, il fenomeno serbo si sbarazza di Grigor Dimitrov, ritrova ovviamente posto tra i primi sedici, ma soprattutto continua la cavalcata verso la Dècima agli Australian Open e la ventiduesima perla Slam in carriera.

Il fenomeno serbo, che cancella anche dei set point, vince banalmente i punti più importanti nel momento di massima importanza e poi dilaga, fissando il successo sul 7-6(7) 6-3 6-2 contro un avversario che aveva già battuto in nove dei dieci precedenti.

Djokovic raggiunge così il cinquantanovesimo ottavo Slam, ritocca la striscia di successi consecutivi nello Slam down under (24, alle spalle di sé stesso con 25 e di Agassi con 26) e tocca quota trentasette vittorie in fila in Australia.

Ad attenderlo, ci sarà Alex de Minaur. Djokovic impone sin dalle primissime battute un ritmo decisamente alto. Conscio, forse, delle dinamiche. Manco a dirlo si presenta con una splendida soluzione di rovescio in lungolinea e costruisce con lo stesso colpo il 15-40.

Dimitrov, che gioca un tennis incredibilmente lineare, non trova armi sufficientemente valide per difendersi sulla diagonale sinistra e si ritrova immediatamente sotto di un break. Il nove volte campione del torneo passeggia sostanzialmente fino al 5-3 evidenziando tutti i limiti di ‘Grisha’ prima di ritornare a convivere con gli spettri del problema alla coscia sinistra.

Evidentemente preoccupato, abbassa considerevolmente la velocità degli spostamenti laterali e soprattutto a centellinare maggiormente le energie anche nel corso degli scambi. Dimitrov cancella complessivamente tre set point nel nono game, recupera il break di ritardo, ma presumibilmente manca sempre nei momenti più importanti.

D’altronde dal lato opposto trova un avversario che sa come e quando giocare alcuni punti. Insomma: il talento bulgaro avanti 6-5 non sfrutta una situazione di 0-30 e neanche un set point. Con un Djokovic incredibilmente riluttante alla resa che si cava fuori dai guai con il sostegno del servizio e che vola poi sul 5-2 nel tie break.

I problemi per il serbo non finiscono. Anzi. Anche perché in una situazione di punteggio che impone decisamente meno responsabilità, si riaffaccia sul 4-5 con lo schema servizio-dritto e soprattutto approfitta di un nuovo piccolo passaggio a vuoto del serbo che perde completamente le misure del rovescio nel decimo punto.

La risposta? Un ace. Djokovic cancella un altro set point sul 6-7, ma soprattutto ripristina la parità e chiude con due punti semplicemente perfetti. Prima vince la battaglia delle variazioni sulla diagonale sinistra, poi di pura furbizia agguanta nei pressi della rete il 9-7.

Djokovic dopo un breve trattamento del fisioterapista rientra in campo con meno dubbi. Rinvigorito anche dalla situazione di punteggio, ritorna a muoversi in maniera incredibilmente fluida e soprattutto a spingere con più costanza.

Nel corso di una partita decisamente muscolare, con Dimitrov che tenta più che altro di fare a cazzotti da fondo campo senza armi sufficientemente valide per rimanere attaccato, assesta la spallata decisiva sul 4-2 e si porta sul 5-2 senza particolari difficoltà.

Il game finale è come da logica delle cose un contorno del tutto necessario. Gli spunti di interesse si esauriscono quasi totalmente nel corso del terzo set. Anche perché Djokovic, per fortuna, non riscontra più problemi di natura fisica e come nella logica delle cose prende il controllo assoluto e totale della situazione con un break in avvio.

Anche se in due casi dilapida un vantaggio di due break e manca una manciata di chance per il 5-1, non trema sul 5-4 e alla prima opportunità utile chiude la pratica e stacca un pass per gli ottavi di finale.