Australian Open - Djokovic, vittoria con il punto interrogativo contro Couacaud

Il serbo rivede gli spettri del problema alla coscia. Stravince terzo e quarto set, ma conferma i problemi. Ad attenderlo ci sarà Dimitrov

by Perri Giorgio
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Australian Open - Djokovic, vittoria con il punto interrogativo contro Couacaud

Dopo le passeggiate di salute con Roberto Carballes Baena, Novak Djokovic ritorna a convivere con gli spettri del problema alla coscia sinistra. La potenzialmente comoda sfida con il francese Couacaud, buon mestierante nel circuito minore, si rivela decisamente più complicata del previsto per il nove volte campione del torneo, costretto a chiedere l’intervento del fisioterapista nel cuore del secondo set e soprattutto a quasi tre ore e spicci di gioco per sigillare il 6-1 6-7(5) 6-2 6-0 finale .

La trentaseiesima vittoria consecutiva in Australia, la numero 23 nello Slam down-under, vale la sfida di terzo turno con Grigor Dimitrov. Giustiziere di Laslo Djere. Come con Carballes, Djokovic annulla la fase di presentazione grazie a un ace e a un game tendenzialmente povero di grattacapi.

Rispetto allo spagnolo, Couacaud non ha però le stesse caratteristiche – soprattutto in fase difensiva – ma soprattutto armi sufficientemente valide per mantenere alta l’intensità nel corso degli scambi prolungati.

Difficile d’altronde per un giocatore abituato a giocare prevalentemente solo nel circuito minore. Insomma: il fenomeno serbo prende il controllo totale della faccenda sul 2-1 alla fine del game più lungo del match, game che costa al tennista francese anche una piccola distorsione alla caviglia sinistra.

Dopo il 6-1 iniziale, la faccenda rimane in equilibrio fino al 4-4. Quando Djokovic, dopo qualche smorfia e un altro game piuttosto approssimativo, chiede l’intervento del fisioterapista ed entra negli spogliatoi per un trattamento alla coscia sinistra.

Evidentemente impaurito dalle circostanze e dalla situazione, ‘Nole’ centellina in maniera più intelligente le energie e tende a curare con più attenzione tutti gli spostamenti, quelli laterali e quelli in avanzamento.

Djokovic, che dilapida due palle break in maniera piuttosto grossolana nell’undicesimo game, si ritrova sul 6-6 in una situazione scomoda non solo per il punteggio. Il serbo dilapida un vantaggio di 3-0 e fatica a gestire mentalmente la situazione.

Anche perché commette un sanguinosissimo doppio fallo sul 5-5 dopo una breve interruzione tra la prima e la seconda fatale poi per lo sviluppo del set. Chiamato a una sfida decisamente più spinosa del previsto, Djokovic tenta di sistemare le cose.

Quanto meno di ristabilire le gerarchie con la battuta a disposizione e soprattutto di rispondere in maniera più sciolta nel mezzo. Il 3-0 è una conseguenza logica: il 6-2 anche. Djokovic, che ritorna a muoversi in maniera più fluida e che commette meno errori, nel game numero otto piazza il secondo break del set con quattro risposte vincenti e si garantisce anche la possibilità di servire per primo nel quarto.

Il quinto è un cotnrono del tutto necessario, con un Djokovic perfettamente normale - e un po' impaurito - che fa ovviamente valere la maggiore predisposizione alla vittoria nonostante le circostanze e che lascia sostanzialmente a zero il tennista francese, svuotato mentalmente e soprattutto fisicamente dopo le quattro vittorie consecutive sul suolo australiano.

Gli altri match: Rune è l'unico Big che non tradisce

Continuano le sorprese nel tabellone maschile degli Australian Open. Dopo l’uscita di scena di Rafa Nadal nel day-3 (che come ha confermato dovrà stare fuori tra le 6 e le 8 settimane a causa di una lesione all’ileo-psoas) perde pezzi anche la parte più bassa del draw.

Casper Ruud perde contro Jason Brooksby e rinuncia alla lotta per la prima piazza del ranking, Taylor Fritz si spegne nel corso del quinto set contro la wild card locale Alexei Popyrin, mentre più legittimamente viene estromesso dal torneo anche Alexander Zverev.

Al rientro nel circuito maggiore dopo il brutale infortunio riscontrato al Roland Garros lo scorso giugno e reduce dalla prima, faticosissima, vittoria contro il peruviano Varillas. Chi rispetta il pronostico è Holger Rune, che nella complicatissima sfida contro Maxime Cressy condensa la stragrande maggioranza delle difficoltà nel corso del primo set.

Manco a dirlo recupera un break di ritardo ed evita il jeu decisif prima di regolare la pratica con un doppio 6-4. Nel tabellone femminile la sfida di cartello la vince Caroline Garcia. La campionessa delle Finals cancella otto delle nove palle break che mette a disposizione della finalista dell’edizione 2021 degli Us Open – Leylah Fernandez – gioca una partita di straordinaria qualità e chiude sul 7-6(5) 7-5 dopo più di due ore di gioco.

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