Australian Open - Immortale Nadal: 21° Slam dopo una rimonta epica con Medvedev



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Australian Open - Immortale Nadal: 21° Slam dopo una rimonta epica con Medvedev

Quasi come se il tempo non esistesse. Come se il peso di 35 anni e 241 giorni non contasse. Il più grande agonista della storia dello sport porta invece il nome di Rafael e il cognome di Nadal. Il campionissimo spagnolo sposta il limite nella logica in una finale che ha le sembianze di un thriller, a recitare il ruolo del miglior attore non protagonista è Daniil Medvedev, che aveva già sfiorato la vittoria al quinto in una finale Slam contro il maiorchino.

Solamente Gaston Gaudio sulla terra di Bois de Boulogne nel 2004 era riuscito a recuperare uno svantaggio di due set in un atto-ultimo, solamente tre giocatori avevano vinto con più anni addosso. Un'impresa impensabile per lo spagnolo riavvolgendo il nastro a sei mesi fa o semplicemente alla fine del terzo set oggi.

Nadal, personaggio incredibilmente riluttante alla sconfitta, alla soglia delle cinque ore e trenta di gioco aggancia il ventunesimo Slam in carriera con un epilogo dal sapore hollywoodiano. Si stacca da Roger Federer e Novak Djokovic, proprio come il serbo diventa il secondo giocatore della storia a vincere almeno due volte tutti i Major, tra le altre cose ritorna a conquistare lo stesso torneo a distanza di tredici anni e raggiunge quota novanta nel circuito maggiore.

Nadal interpreta la sfida in maniera praticamente perfetta, anche quando il russo (a caccia della doppietta dopo il successo newyorkese) sembra averne di più. Anche quando a un passo dalla vittoria, dopo una rimonta furiosa, ritrova le forze per riprendersi il break e per evitare il tie break.

Il 2-6 6-7(5) 6-4 6-4 6-4 è un manifesto. Non sappiamo come finirà: sappiamo però che prima del Roland Garros Nadal avrà più Slam di tutti.

Nadal: impresa storica contro Medvedev e 21° Slam in carriera

Nadal riesce a rendere accettabile il passivo nel primo set di solo istinto.

Manco a dirlo si salva ai vantaggi nel primo turno di battuta e recupera da una quasi disperata situazione di 0-30 quando il tabellone indica un game pari. Figlio, peraltro, di uno splendido lungolinea di rovescio di Medvedev, colpo che procura come da protocollo una valanga di certezze.

Nadal a punto praticamente perso si salva con una zampata di dritto e nel quindici immediatamente successivo in maniera del tutto federeriana copre la rete alla perfezione. Il campionissimo spagnolo – poco aiutato dalla prima palla – tenta di non concedere punti di riferimento da fondocampo, ma fatica ad aprire gli angoli con il dritto e soprattutto a trovare certezze con il colpo forte.

Medvedev – che elimina quasi completamente gli errori non forzati dal progetto – riacciuffa lo 0-30 con una lettura incredibile con il rovescio nei pressi della rete e assesta la prima spallata decisiva. Nadal tenta con risultati piuttosto modesti di accorciare il numero degli scambi prolungati: risultato, un nuovo break (questa volta a quindici) che il russo consolida senza particolari difficoltà.

Come un fulmine a ciel sereno, Medvedev accatasta due errori piuttosto banali con il rovescio in uscita dal servizio nel quarto game e si ritrova addirittura sul 15-40. Straordinaria la difesa di Nadal, che si libera di un massacrante braccio di ferro dalla linea di fondo con una variazione incredibilmente corta di rovescio sulla diagonale sinistra e che alla seconda opportunità utile (dopo un ace) piazza il primo break della sua partita.

Il servizio non si rivela per lo spagnolo un compagno di viaggio sufficientemente valido, anzi, concede un momento di respiro solamente sulla strada per il 4-1. Medvedev, che recupera il gap di svantaggio senza particolari difficoltà, perde quantità con la prima palla e consente a Nadal di entrare con più continuità nello scambio.

Semplice, ma non sempre efficace, il piano del maiorchino: costretto a tenere i ritmi più blandi, a cercare costantemente il dritto del russo con lo slice e ad accelerare in maniera piuttosto ponderata. Dopo il break, il numero sei del gruppo ha probabilmente la chance più grossa per rimettere in piedi una partita apparentemente segnata.

Sul 15-40 si salva con lo schema serve&volley, nel quindici successivo aggiunge anche il dritto. Nonostante qualche banalità da sinistra, dettata evidentemente dalla mancanza di forza nella parte inferiore del corpo, riesce a rimanere aggrappato al punteggio e a ricacciare con il servizio (che funziona poco e male) ma sulla terza parità macchia il taccuino con un errore di rovescio a campo aperto.

Anche se si procura un set point, il maiorchino non riesce a evitare il controbreak. Il 6-6 si rivela una conseguenza logica. Medvedev, che inizia con un errore piuttosto grossolano, si lancia senza troppa convinzione nei pressi della rete e non riesce a organizzare la volée sul secondo passante di Nadal.

Condizionato da un gratuito con il dritto nel momento della fuga. Lo spagnolo, che rimette la testa avanti grazie a guizzo ai piedi del rettangolo del servizio, ritrova un punto di vantaggio. Nel momento di massima difficoltà, il russo pizzica impreparato Nadal a rete e con una difesa straordinaria rimette in parità i giochi.

Il 6-5 è figlio di un millimetrico schiaffo al volo di rovescio, il 7-5 di un passante con miracoloso. Nadal non molla la presa. Anche se come svantaggio aggiuntivo ha quello di servire per secondo. Medvedev, che dà la sensazione di avere pieno controllo della faccenda, cancella immediatamente una palla break e si porta sullo 0-40 nel sesto game.

Nadal – personaggio incredibilmente riluttante alla sconfitta – tenta in tutti i modi di dare una differente impronta agli scambi e di chiamare Medvedev sotto rete con la palla corta. Arma che alla distanza si rivela fondamentale.

Il russo inizia ad accusare anche un minimo di nervosismo sul 3-3: la reazione a una scelta poco felice con il rovescio è data da due prime praticamente vincenti, da un rovescio vincente che scaraventa in rete e da un altro che invece pizzica la riga.

Si gira sul 4-3. Nadal, che pur senza brillare con la battuta a disposizione trova energie nascoste, si affaccia sul 4-4 e applica alla perfezione lo schema previsto. Medvedev, che improvvisamente si ritrova a muoversi di meno lateralmente e a giocare una partita completamente differente, manca di brillantezza con il rovescio e sul 15-30 sporca il taccuino con un tocco piuttosto goffo.

Chiamato a conservare il vantaggio e a prolungare la faccenda, Nadal non sbaglia. Il campionissimo spagnolo sente odore di sangue. Cancella una palla break nel secondo game, piazza il break in quello immediatamente successivo, ma non riesce a conservare il vantaggio.

Due splendide soluzioni di rovescio, in lungolinea, intervallate da una scelta tattica di Medvedev piuttosto discutibile. Per Nadal lo 0-40 nel game immediatamente successivo rinasce così. ‘Rafa’ rimane lì e parallelamente – quanto meno a livello tattico – sfiora la perfezione.

Non sfrutta le prime sei palle a disposizione del game, ma costringe comunque Medvedev (decisamente meno brillante anche dal punto di vista fisico) a fare cose inaspettate. Nadal, che si procura una settima chance per mettere la testa avanti, chiama Medvedev a rete e lo pizzica con uno strettissimo passante di rovescio, a fare la stragrande maggioranza del lavoro è il polso della mano destra.

Nadal, chiamato a irrobustire il vantaggio, perde il controllo del dritto in uscita dal servizio in due occasioni e non trova armi sufficientemente valide per resistere da fondocampo sul 15-30. Medvedev, con meno idee a disposizione e meno qualità da fondocampo, si affida ancora una volta a un piano strategico inedito nel tentativo di togliere punti di riferimento a Nadal.

Con le unghie, con i denti e con un pizzico di fortuna, lo spagnolo riesce ad allargare la forbice e a procurarsi una chance per chiudere il set già sul 5-3. Il turno di battuta conclusivo si rivela paradossalmente povero di colpi di scena.

Medvedev ritrova la prima nel momento di massima difficoltà. Manco a dirlo nelle fasi di presentazioni con il quinto set estrae dalla borsa tre ace. Nonostante questo, Nadal riesce a procurarsi una palla break grazie a due straordinari passanti di dritto.

Il primo sul 15-15, il secondo sul 30-30. Nadal ritorna invece padrone degli scambi, che evidentemente si accorciano, senza apportare particolari modifiche al progetto con la battuta a disposizione. Nadal – sempre più pericoloso in risposta – tenta di condensare la stragrande maggioranza delle attenzioni e delle energie in risposta nel quinto game.

Si affaccia sul 30-40, manca la prima chance, ma spara con il dritto in corsa dopo uno scambio massacrante e acciuffa così il break. Nadal offre tre chance per il 3-3 e in tre occasioni si salva con il servizio a uscire.

Medvedev rimane poi a contatto grazie a un game che il campionissimo spagnolo, in maniera del tutto legittima, decide praticamente di non giocare. Finita? Macché. Chiamato a servire per archiviare la pratica, lo spagnolo vola fin troppo velocemente sul 30-0.

Medvedev, deresponsabilizzato ovviamente dalla situazione di punteggio, tenta il tutto-per-tutto e sfrutta anche un doppio fallo. Quando la logica, nel decimo game, sembra pendere nuovamente dalla parte di Medvedev, il campionissimo spagnolo schiaccia sul tasto reset e trova la forza per un ultimo piccolo miracolo.

Con il break a disposizione, per una seconda volta, è sostanzialmente sufficiente il servizio. Alla soglia delle cinque ore e trenta di gioco mette la firma sul ventunesimo Slam.