Berrettini, parla il fisioterapista: "I dettagli fondamentali. Su Nadal dico che..."



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Berrettini, parla il fisioterapista: "I dettagli fondamentali. Su Nadal dico che..."

Qualunque cosa accada nella semifinale tra Matteo Berrettini e Rafa Nadal si avrà sicuramente una presenza spagnola in finale agli Australian Open. Il motivo? Il fisioterapista del tennista romano è Ramòn Punzano.

Il 48enne nativo di Valencia è entrato ello staff dell’italiano da fine 2019 ed ha rilasciato un’intervista al noto sito Punto de Break “Per vari motivi, sono nel mondo del tennis dal 2006” -ha debuttato Punzano- “Ho iniziato a lavorare al Valencia Open sotto la guida di Nacho Muñoz, la persona che mi ha introdotto a questo mondo.

Poi ho lavorato a livello personale con vari giocatori come Juan Carlos Ferrero, Pablo Andújar, David Ferrer e ora Matteo Berrettini"

Su come ha conosciuto il tennista italiano
"Ángel Ruiz Cotorro, attraverso la Clínica de Medicina del Tenis, ha organizzato il servizio di fisioterapia per la Coppa Davis nel 2019 e mi ha chiesto di esserne responsabile.

Come risultato di questo rapporto un po' più stretto, un giorno Matteo ebbe un infortunio all'anca e disse ad Ángel che aveva bisogno di un fisioterapista personale che lo aiutasse nel recupero quotidiano.

Alla fine di quella stagione mi ha proposto di unirmi alla squadra, così sono andato a Monaco, dove vive, e abbiamo iniziato a preparare la pre-stagione”. Ramon Punzano, durante l’intervista, ha anche parlato delle caratteristiche fisiche dell’azzurro
“Matteo ha alcune caratteristiche che lo rendono speciale, è un giocatore con grandi leve, è molto alto.

In questo aspetto, ha condizioni totalmente diverse da Diego Schwartzman, per esempio. Quando si inizia a lavorare con un giocatore del genere, la prima cosa da fare è rivedere la sua struttura, le sue caratteristiche fisiche, rivedendo quei dettagli e la sua attività quali lesioni potrebbe subire.

Giocatori come Matteo sono predisposti ad avere problemi più specifici, ecco perché la preparazione fisica è di fondamentale importanza. È qui che entriamo per rafforzare quei punti deboli in modo che non siano così deboli, creando una situazione di equilibrio nella persona”.

Se esiste anche un danno mentale oltre che fisico
“Il lato sociale è sempre stato un fattore molto importante, bisogna capire il giocatore e il tipo di stress a cui è sottoposto. Un tennista non ha lo stesso disagio quattro giorni prima dell'inizio del torneo rispetto a quindici giorni prima.

L’atleta, con l'avvicinarsi della competizione, aumenta la sua ansia, che lo porta a voler essere molto più fine in ogni dettaglio, dettagli che i professionisti intorno al giocatore devono conoscere. Il contesto e le variabili rendono tutto più complesso, sia la loro storia medica che il loro atteggiamento mentale nei giorni precedenti la competizione sono importanti.

Ci sono variabili che sono impossibili da controllare, come la genetica, il che significa che alcuni giocatori sono meno inclini agli infortuni. Il giocatore che è molto tecnico tende ad avere meno infortuni perché sollecita meno il suo corpo.

Onestamente, essere un giocatore professionista è quasi un miracolo, ci vogliono molte circostanze. Giocare un buon tennis è una cosa mentre competere è un'altra”.

"Lavoriamo e curiamo ogni dettaglio di Matteo"

Il fisioterapista ha anche spiegato, dopo una gara durata ben cinque set, in questo caso contro Monfils, su cosa bisogna lavorare per rimettere “in sesto” il giocatore
“Subito dopo la partita, specie se molto impegnativa, facciamo un bagno in acqua fredda per gli arti inferiori.

Si cerca poi di ripristinare il tono muscolare con alcuni trattamenti di stretching analitico e mobilità articolare per rilassare le strutture più stressate. Intanto il giocatore ci spiega dove ha provato disagio, fondamentale per curare ogni dettaglio.

Lavoriamo anche sulle routine abituali del giocatore, quelle che vanno sempre riviste affinché non si manifestino infortuni, anche se non fanno male in quel momento. Infine, finiamo con un massaggio. Ieri non abbiamo svolto niente a livello di tennis.

Quello che abbiamo fatto è stato il lavoro quotidiano di mobilità articolare, più un'ora di lavoro di attivazione in palestra. E dopo, di nuovo il trattamento”. Il prossimo avversario di Matteo Berrettini sarà il campione spagnolo Rafa Nadal che ha sempre detto di provare dolare ad ogni partita che gioca
“Questa è una delle migliori frasi che ho sentito nel circuito.

E sì, è una realtà per la maggior parte dei giocatori. L'atleta d'élite ha sempre dolore, è impossibile che nulla gli faccia male. Quando si dà il massimo significa stressare il proprio corpo al massimo, il che poi provoca qualche tipo di dolore.

Detto questo, senza conoscerlo molto bene, direi che Rafa ha una capacità di sopportazione del dolore che forse altri non hanno”. Tra poche ore, Berrettini giocherà contro Nadal nelle semifinali degli Australian Open
“Immagino sarà una partita difficile, due giocatori con fiducia che non vogliono perdere”-ha commentato il fisioterapista Ramon Punzano- “Due giocatori che vogliono competere e potrebbe essere una partita lunga.

Stiamo parlando della sesta partita per entrambi nel torneo, sarà molto impegnativo, quindi è vitale che entrambi arrivino nelle migliori condizioni. Vedo una bella partita, ieri ho mandato un messaggio a Rafa Maymó (il fisioterapista di Rafa Nadal) augurandogli buona fortuna.

Spero che non si facciano male, che nessuno si faccia male, che sia una partita emozionante come quella che abbiamo avuto con Alcaraz”.