Australian Open 2022, John Millman lancia l'allarme: "È impensabile"



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Australian Open 2022, John Millman lancia l'allarme: "È impensabile"

La prossima edizione degli Australian Open, a più di tre mesi dall’inizio, è già entrata nell’occhio del ciclone. Sono due i principali problemi che gli organizzatori del primo Slam dell’anno dovranno risolvere nel più breve tempo possibile.

Il primo è legato alla decisione presa dal governo del Victoria, che ha imposto l’obbligo vaccinale per circa un milione di lavoratori, tra cui figurano anche gli atleti professionisti. Considerando che, secondo alcune fonti attendibili, almeno la metà dei giocatori del circuito maggiore non avrebbe ricevuto il vaccino, le conseguenze di questa imposizione potrebbero avere forti ripercussioni.

Daniel Andrews, Premier dello Stato del Victoria, ha spiegato: “Io non emetto visti o passaporti, ma penso che sia altamente improbabile che il governo del Commonwealth lasci entrare in Australia qualcuno che non sia completamente vaccinato, sicuramente sul medio termine.

Questo potrebbe cambiare nel tempo” .Ricordiamo che non è ancora chiaro se questa soluzione sarà estesa anche agli atleti proveniente dall’estero o dagli altri stati australiani.

Australian Open, John Millman lancia l'allarme

Il secondo problema riguarda invece il periodo di quarantena che i tennisti dovranno rispettare prima di poter circolare liberamente in Australia; un periodo che potrebbe durare diverse settimane.

John Millman, uno dei migliori tennisti australiani del momento, ha criticato fortemente le misure imposte dal suo Paese e lanciato l’allarme. “Per entrare in Australia devi attendere almeno cinque settimane e scontare altri 15 giorni di quarantena” , ha spiegato Millman in un’intervista rilasciata all’Equipe.

“È impensabile. Inoltre, il prezzo dei biglietti aerei sale sempre di più, perché le persone autorizzate a entrare in Australia sono davvero poche” . Stando a quanto raccontato dai media locali, Craig TIley, direttore degli Austrlian Open, starebbe portando avanti delle importanti trattative con il governo per permettere il regolare svolgimento del torneo e tutelare gli atleti.

Non allenarsi per 15 giorni e poi partecipare a uno degli eventi più importanti del Tour non è infatti il massimo.