Australian Open - Osaka cala il poker Slam: in finale si inchina Brady



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Australian Open - Osaka cala il poker Slam: in finale si inchina Brady

Naomi Osaka è diventata la prima giocatrice da Monica Seles a vincere le prime quattro finali Slam in carriera. Dopo aver cancellato una manciata di match point a Garbine Muguruza (in quello che si è poi rivelato l'unico vero momento di difficoltà in Australia) la tennista giapponese si è sbarazzata di Su-Wei Hsieh, di Serena Williams e di Jennifer Brady senza mai faticare.

Per ritrovare una sconfitta nel ruolino di marcia della tennista giapponese bisogna peraltro riavvolgere il nastro al febbraio del 2020. Sportivamente (e non solo) una vita fa. Contro la tennista statunitense, che si spegne a un passo dal 5-5 nel corso della prima frazione e che era stata a un passo dal successo a Flushing Meadows una manciata di mesi fa, è come nella logica delle cose ordinaria amministrazione.

Finisce 6-4 6-3 dopo poco meno di novanta minuti di gioco.

Osaka è troppo forte: la favola Brady finisce in finale

La nipponica ha un progetto tattico tanto semplice quanto efficace. Sfondo praticamente naturale del 3-1.

Brady, che nonostante le circostanze riesce a mettere i piedi in campo con il dritto e soprattutto a non lasciarsi travolgere dalla tensione, cancella una palla per il 4-1 e soprattutto trova le alternative per rientrare in carreggiata e per ricompattare il punteggio sul 3-3.

Arrivando addirttura a cancellare una palla break sul 3-4 e ad averne una a disposizione sul 4-4. Osaka, come nella logica delle cose, si cava fuori dai guai con una splendida soluzione di dritto in contropiede e sfrutta poi nel game successivo (a un passetto dal primo traguardo) due errori piuttosto grossolani della statunitense.

Un doppio fallo sul 40-30 e un erroraccio nei pressi della rete sul set point. Il secondo set ha le sembianze di un contorno del tutto necessario. Se non altro fino al 4-0. A un passo dal più scontato degli epiloghi, ma probabilmente deresponsabilizzata da tutte le circostanze, la tennista statunitense recupera uno dei due break di svantaggio e limita considerevolmente il numero degli errori non forzati.

Osaka difende comunque in maniera straordinaria il vantaggio sul 4-2 e non lascia per strada neanche un quindi nell’ultimo turno di battuta. A Melbourne, per la seconda volta, è ancora la regina. Photo Credit: Getty Images