Osaka: "Quando ero piccola vedevo le gare di Serena Williams, questo mi ha aiutato"



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Osaka: "Quando ero piccola vedevo le gare di Serena Williams, questo mi ha aiutato"

A soli 23 anni Naomi Osaka disputerà qui a Melbourne la sua quarta finale del Grande Slam in carriera, numeri da record per una tennista ancora giovanissima ma che ha già un ruolino di marcia da fare invidia alle avversarie.

Finora è 3 su 3 nelle finali e vorrà quindi continuare queste percentuali anche in questo torneo, conquistando il suo quarto Slam in carriera. Ha battuto sul suo cammino avversarie di grande valore ed esperienza come la spagnola Garbine Muguruza e appunto in semifinale la campionessa americana Serena Williams, apparsa in ottima condizione in questo torneo.

Ora in finale c'è Jennifer Brady, una tennista sulla carta nettamente sfavorita ma che arriva qui senza nulla da perdere. In conferenza stampa Naomi ha commentato in questo modo la vittoria odierna: "Ero davvero nervosa e non so il vero motivo.

Nei primi giochi ero intimidita al servizio e lei l'ha notato, ma ad un certo punto ho capito che stava commettendo davvero tanti errori non forzati. Quando stava 2-0 ho deciso che dovevo gestire meglio la situazione e dovevo giocare senza pensare a ciò che stava facendo Serena Williams"

La Osaka sulla conferenza

Parlando della sua avversaria Naomi ha continuato: "Sono cresciuta guardando tutte le sue gare in televisione e so come lei si comportava quando riceveva una palla troppo morbida, credo che questo mi abbia influenzato.

Al servizio oggi non sono andata bene, penso di aver avuto percentuali negative e forse il motivo è che ho pensato troppo a quello che sarebbe potuto accadere. Il momento finale è stato molto significativo per me, giocare contro Serena nei Grandi Slam è qualcosa di incredibile e sono momenti che ricorderò per tutta la vita.

Io veterana? Le esperienze del passato mi hanno aiutato molto questa volta e in questo torneo non mi sono fatta prendere dal panico neanche quando ero davvero in difficoltà contro la Muguruza, è stato quello il match più complicato.

Oggi non volevo preoccuparmi troppo e l'obiettivo era ottenere il massimo e giocare ogni punto nel migliore modo possibile" Sulla finale: "Quando ero piccola pensavo già qualche anno fa che volevo fare la storia, per me era come una missione da portare a termine.

Inizialmente volevo essere la prima tennista giapponese a vincere un titolo del Grande Slam, poi sono apparsi nuovi obiettivi e vedere il mio nome scritto su quello dei vincitori fa sempre un effetto speciale"