Tiley fa discutere: “Giusto che i migliori del mondo siano trattati diversamente”



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Tiley fa discutere: “Giusto che i migliori del mondo siano trattati diversamente”

Craig Tiley è il personaggio del momento nel mondo del tennis. Il direttore dell’Australian Open, che fino a pochi giorni fa aveva avuto il grandissimo merito di sapersi destreggiare con sapienza, competenza e una sana dose di diplomazia nel turbinio di problemi che l’organizzazione del primo torneo slam della stagione ha dovuto affrontare, si è poi dovuto scontrare con l’ennesimo ostacolo, forse il più grande, quello della quarantena forzata di un massiccio manipolo di tennisti.

Tiley ha saputo spesso farsi scudo da solo, mediando con fiuto politico tutte le parti in causa, cioè quelle istituzionali e agonistiche, ma ultimamente sembra essere stato in parte sopraffatto dagli eventi. Ultimamente alcune sue uscite hanno generato molto dibattito, come l’ultima che ha riguardato la famosa bolla elitaria di Adelaide, alla quale sono stati costretti, seppur con misure più morbide, i migliori tennisti del mondo, che parteciperanno ad una esibizione proprio nella città australiana.

Ecco le parole del direttore del torneo australiano

Durante una sua ultima conferenza stampa, Tiley ha risposto alla domanda sul trattamento di favore riservato ai tennisti di Adelaide con un’analisi forse corretta nella sostanza ma discutibile nella forma: “Ho la sensazione che questo sia percepito come un trattamento preferenziale.

Ma loro sono ancora i migliori giocatori del mondo. La mia opinione è che se sei al vertice del ranking, se sei un campione del Grande Slam, otterrai un accordo migliore. Questo ha senso per me ed è tutt'altro che scioccante"

Una sentenza che getta ulteriore benzina sul fuoco specialmente dopo le reazioni scocciate di molti tennisti che hanno ritenuto particolarmente ingiusto questo diverso trattamento, soprattutto se paragonato alle (secondo loro) pessime condizioni a cui sono costretti negli alberghi di Melbourne.

Ricordiamo che la scelta di dirottare l’esibizione in un’altra città è stata dettata dall’impossibilità da parte di Melbourne di ospitare più di un certo numero di persone in quarantena preventiva, motivo per cui il direttore Tiley ha dovuto muoversi per trovare un’altra sede.