Australian Open, dopo Murray un Top 60 positivo: torneo a forte rischio per lui



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Australian Open, dopo Murray un Top 60 positivo: torneo a forte rischio per lui

Mancano ormai circa tre settimane all'inizio degli Australian Open 2021, un torneo che inizierà sicuramente in condizioni anomale a causa della Pandemia e che vede diversi tennisti, che, in queste ore stanno partendo per l'Australia dove affronteranno due settimane di quarantena.

Sarà un'annata diverso dalle altre con tutti i tennisti che dovranno affrontare due settimane di quarantena visto il loro viaggio dall'estero con gli organizzatori del primo Slam dell'anno che hanno pero' concesso agli atleti di potersi allenare: ogni tennista avrà la possibilità di allenarsi solo con un altro collega nella prima settimana ed i due poi potranno allenarsi anche con un'altra coppia nella seconda settimana, una situazione che vede i tennisti doversi adeguare alle limitazioni concesse dal Governo australiano.

In queste ore i tennisti stanno partendo per l'Australia, ma c'è anche chi non può e probabilmente quest'anno non potrà disputare il torneo. Lo scozzese Andy Murray è risultato positivo al tampone per il Coronavirus: il tennista 33enne sarebbe dovuto partire per l'Australia l, ma i suoi programmi ora sono radicalmente cambiati.

Murray nutre ancora speranze ma la sua presenza in Australia è piuttosto difficile.

Murray non è l'unico tennista positivo

In queste ore è arrivata un'altra brutta notizia: il tennista spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, tra i giovani più interessanti del circuito, è risultato positivo al tampone, insieme al suo coach Jorge Aguirre.

La positività dei due è arrivata alcuni giorni fa, fortunatamente entrambi godono però di buona salute. I termini per recarsi a Melbourne causa quarantena scadono questa settimana e la presenza dell'attuale numero 52 al mondo è a forte rischio.

A riportarlo sono i colleghi di Point de Break. Per questo motivo pare che Davidovich Fokina parteciperà al prossimo Challenger di Quimper, in programma dal 1 al 7 Febbraio: le motivazioni risiedono nel fattura che il tennista vuole evitare di stare due mesi senza gareggiare e la sua partecipazione al torneo australiano appare abbastanza compromessa.

Ecco il tweet che specifica il tutto: