Australian Open - Federer fa 100 con una rimonta spaziale. Ko uno splendido Millman



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Australian Open - Federer fa 100 con una rimonta spaziale. Ko uno splendido Millman

L'esperienza non si compra. Il talento, per fortuna, nemmeno. L'atto numero quattro della stravagante rivalità tra Roger Federer e John Millman chiude il programma sulla Rod Laver Arena. Per il fenomeno svizzero, che sporca il taccuino con almeno ottanta errori non forzati e che fatica a trovare delle vere contromisure nel corso dei cinque faticosissimi set, si tratta ovviamente di un successo che va al di là della semplice normalità.

A due anni dallo scivolone a New York, in circostanze completamente differenti, recupera un break di svantaggio a un passo dal baratro e tocca un punto-di-non-ritorno sul 4-8 nel super tie break. Con un mega-parziale di 6-0 (che manco a dirlo è figlio di un piano tattico pieno zeppo di variazioni) ristabilisce l'ordine naturale delle cose e riprende per i capelli una sfida complicatissima.

Manco a dirlo acchiappa la centesima vittoria nello Slam downunder e prenota anche la sfida con Marton Fucsovics agli ottavi. Esemplificativo il 4-6 7-6(2) 6-4 4-6 7-6(8) che matura alla soglia delle quattro ore di gioco. Ad aspettare Federer ci sarà Marton Fucsovics.

Millman tira forte, sbaglia poco, muove il gioco in maniera estremamente intelligente. Federer non ha invece nel pacchetto gli automatismi basilari: vince pochi punti con la seconda palla, non trova dei punti di riferimento da fondocampo, presenzia in risposta senza un vero piano tattico.

Il pupillo di casa si spinge sul 4-1 e irrobustisce il vantaggio, ma manca di coraggio nel momento edlla verità. Federer, che ricuce temporaneamente il vantaggio, contribuisce poi alla causa del padrone di casa con tre errori non forzati e un doppio fallo.

Nel momento dell'aggancio, si stacca. E si ritrova ovviamente a inseguire. Il secondo Federer è discreto. Essenziale. Anche se il servizio regola in maniera totalitaria gli equilibri della seconda frazione, fluttua in maniera più elegante sul pitturato e concede praticamente le briciole.

Millman, che concede parallelamente chance di break nell'undicesimo gioco, nel jeu decisif non riesce a smuovere il due dalla casella dei punti. L'australiano rimane comunque appiccicato alla partita. Federer non spicca per bellezza e nemmeno per efficacia, fatica a toccare tutti gli angoli con il dritto, si rifugia in una tattica prettamente attendeista.

Delle incrinature sembrano presenti anche nel primo colpo. Nonostante le difficoltà, il fenomeno svizzero riesce comunque a farsi pericoloso in risposta sul 4-3 e ad affondare il colpo sul 5-4. Quando la logica sembra spingere Federer verso la vittoria, Millman si ribella al più scontato degli epiloghi.

Nel settimo game - sul 30-30 - legge in anticipo la direzione del servizio, taglia il campo con una splendida risposta di dritto e si procura una palla break. Alla fine di uno scambio massacrante sulla diagonale destra, che allegerisce con una manciata di variazioni con il rovescio, trova ovviamente lo spazio per spingere sul lato opposto.

Il break fa da sfondo a un parzialotto di 8-2 on serve che proietta il sei volte campione del torneo al quinto. Un prototipo assolutamente allergico alla sconfitta come Federer - che manca di lucidità nelle fasi iniziali - sventa comunque la fuga dello sfidante.

Cancella con l'ausilio del servizio le palle del 3-1 e si inserisce nella corsia di sorpasso. Millman ha comunque un buon ventaglio di soluzioni a disposizione: si appoggia in maniera straordinaria sui primi colpi e ricuce ogni genere di svantaggio da fondocampo con il rovescio.

Manco a dirlo copre ogni centimentro del rettangolo blu con minuzia e si affaccia sul 15-40 anche sul 3-3. Non coglie nessuna delle chance a disposizione, ma recupera in compenso da una quasi-mortifera situazione di 0-30 nel game immediatamente successivo.

Il super tie break è apparentemente l'unico rifugio disponibile. E un grossolano errore in uscita dal servizio costa a Federer lo svantaggio. Millman costruisce sulla diagonale sinsitra il 2-0 e complice un altro errore in fase di impostazione dell'avversario cuce il 3-0.

L'australiano consolida il vantaggio, buca l'avversario nei pressi della rete, confeziona addirittura l'8-4. Ai piedi della sconfitta, che sembra anche l'unica opzione, il campionissimo svizzero rientra prepotentemente in carreggiata e ristablisce l'ordine naturale delle cose.

Con un parziale di 6-0 che impreziosisce con un passante di dritto, trova la vittoria. La numero cento sul blu di Melbourne. CLICCA QUI PER CONSULTARE TUTTI I RISULTATI DI GIORNATA E IL PROGRAMMA DI DOMANI Photo Credit: Getty Images