Australian Open - Fognini non molla, si inchina Pella. Agli ottavi c'è Sandgren



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Australian Open - Fognini non molla, si inchina Pella. Agli ottavi c'è Sandgren

Le abitudini che hanno contraddistinto l'avventura in Australia di Fabio Fognini hanno subito un'evoluzione. L'azzurro non ha avuto bisogno di una rimonta e non è stato costretto a sventarne una per raggiungere gli ottavi di finale.

Anzi. Ha distribuito le energie nella migliore delle maniere con Guido Pella (un altro splendido regolarista nell'universo maschile) e ha archiviato la pratica con un roccioso 7-6(0) 6-2 6-4 e con più di quaranta vincenti in cassaforte.

Adesso è in rotta di collisione Tennys Sandgren, già giustiziere di Matteo Berrettini sul blu di Melbourne Park, che ha avuto la meglio a Wimbledon appena un anno fa. Chiedere di meglio, al netto dei precedenti, sarebbe stato francamente difficile.

Le incertezze che accompagnano Fognini nella frazione inaugurale sono del tutto relative alle condizioni del corpo e della mente. L'azzurro tentenna con la battuta a disposizione in una singola occasione e gestisce poi in maniera straordinariamente ordinata gli scambi prolungati.

Gioca ogni singolo quindici con la medesima attenzione e alla fine di una fase di studio piuttosto prolungata, che si spezza sostanzialmente ai piedi del tie break, spezza gli equilibri. Il 7-0 finale rende discretamente bene l'idea.

Fognini mantiene standard incredibilmente alti con la prima palla e non ritocca le percentuali nemmeno con la seconda. San Servizio non è comunque l'unico amico dell'azzurro, che fa la differenza con i primi due colpi e che trova soluzioni alternative soprattutto sulla diagonale sinistra.

Con un mega-parziale di 4-0 (impreziosito ovviamente da due break) l'azzurro schizza piuttosto rapidamente sul 6-2 e si piazza nella corsia preferenziale con vista al traguardo. Pella rimane aggrappato al punteggio come può, recupera in due occasioni un importante ritardo, ma nell'ottavo gioco alza definitivamente bandiera bianca.

Fognini, che ha sul piatto corde la chance per chiudere, non si lascia scappare l'occasione e complice anche una splendida soluzione nei pressi della rete (sul 30-15) acciuffa la vittoria. Rientra ovviamente nella "categoria delle sorprese" il passo falso di Stefanos Tsitsipas.

A mettere un freno alle ambizioni del talentino greco, a un anno dalla semifinale, è Milos Raonic. Un successo che restituisce comunque ossigeno al gigante canadese (reduce da un duemiladiciannove da incubo) che in tre set ritorna anche al successo contro un Top 10.

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