Australian Open a sorpresa: nelle “quali” vanno meglio le ragazze



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Australian Open a sorpresa: nelle “quali” vanno meglio le ragazze

La notizia migliore è arrivata dal cielo: nella terza giornata di qualificazioni, finalmente, la qualità dell'aria a Melbourne è stata più che accettabile. Se mercoledì la pioggia aveva imposto la sospensione di diversi incontri, ha fatto il suo dovere “ripulendo” parzialmente l'atmosfera.

E pazienza se i tabelloni preliminari termineranno sabato anziché venerdì. Ma parliamo d'Italia: curiosamente, le migliori notizie arrivano dal settore femminile. Tre delle cinque azzurre al via sono a un passo dal main draw.

Le performance più confortanti arrivano da Elisabetta Cocciaretto. La marchigiana, classe 2001 (e semifinalista due anni fa nel torneo junior), aveva vinto un match complicato contro Bibiane Schoofs, doppista che l'aveva spesso mandata fuori palla.

Superato lo scoglio, è stata perfetta contro la promettente Francesca Di Lorenzo, lasciandole appena quattro giochi. La Cocciaretto ha vissuto un 2019 davvero notevole, cogliendo ottimi risultati nel circuito ITF, e sembra essere partita col piede giusto anche nel 2020. Ha qualche limite fisico, essendo un po' piccolina, ma davanti a sé ha l'esempio di Sara Errani, capace di diventare n.5 WTA con un fisico non così diverso dal suo.

Quello contro Tereza Martincova sarà davvero un bel test. Molto bene anche Martina Trevisan: dopo aver sfiorato il main draw di uno Slam già in un paio di occasioni, ci riprova a Melbourne: dopo un convincente successo contro la Bonaventure, avrà un match di enorme fascino contro Eugenie Bouchard.

La canadese non è più la stessa di sei anni fa, quando giunse in semifinale, e ha anche avuto qualche problema respiratorio al primo turno, ma rimane una giocatrice di qualità e – soprattutto – personalità.

Martina può comunque giocarsela. Chi ha già annusato l'aria di un main draw è Giulia Gatto Monticone. La piemontese ha gestito meglio di Martina Di Giuseppe il clima da derby ed è approdata al turno decisivo.

Per aggiungersi a Paolini e Giorgi (uniche due azzurre ammesse di diritto) dovrà battere la britannica Harriet Dart: si può fare. In campo maschile avevamo undici giocatori ai nastri di partenza: ne sono rimasti tre, con il solo Matteo Viola già al turno decisivo.

Le buone indicazioni Challenger della scorsa settimana si sono confermate a Melbourne, laddove si era qualificato già nel 2012 (rimane la sua unica presenza nel main draw di uno Slam). Dopo il promettente Kuhn, ha superato il francese Janvier e adesso ha una grande chance contro il cileno Alejandro Tabilo.

In palio il prestigio, ma soprattutto la certezza di incassare un cospicuo assegno. Col suo tennis un po' particolare, Viola è in grado di mettere fuori palla parecchi avversari: speriamo che ce la faccia nel match più importante degli ultimi anni.

L'incontro si giocherà sabato, in attesa che venerdì si completi il secondo turno. Ci saranno Lorenzo Musetti e Lorenzo Giustino. Il primo ha avuto un esordio decisamente morbido contro Amir Weintraub (entrato come alternate al posto di Chung), liquidato in meno di un'ora.

Per Musetti, campione in carica della prova junior, ci sarà un impegno ben più complicato contro il talentuoso Marius Copil, uno che non troppo tempo fa sfidava Roger Federer in finale a Basilea. Il carrarino è in tabellone con una wild card, frutto del trionfo dell'anno scorso, e si trova a Melbourne soprattutto per fare esperienza.

Ma, come si suol dire, l'appetito vien mangiando. Lo scorso anno, nel circuito Challenger, ha già dimostrato di potersela giocare con diversi top-100. Buon esordio per Lorenzo Giustino, che ha tenuto a bada il cinese Bai e adesso sfida il tedesco Yannick Maden (n.18 del tabellone).

Ma veniamo alle note dolenti: è terminata subito l'avventura di Sara Errani. Quartofinalista nel 2012, la romagnola ha messo in campo tanta grinta contro la russa Anna Kalinskaya (qualcuno sussurra che l'avvenente russa sia l'ultima fiamma di Nick Kyrgios), ma si è arresa col punteggio di 6-2 1-6 6-2.

Rimpianti per il terzo set, in cui parecchi game sono andati ai vantaggi. I colpi sopra la testa continuano a rappresentare un problema per Sarita, la cui condizione atletica sembra comunque buona. E la Kalinskaya era uno dei peggiori sorteggi possibili.

Speriamo che il 2020 possa rappresentare una riscossa, magari già a partire dai prossimi tornei. In campo maschile, è terminata al secondo turno l'avventura di quattro ragazzi. Grande rimpianto per Paolo Lorenzi, rimasto in campo tre ore per l'ennesima maratona.

Di solito la spunta, ma stavolta si è imposto Lukas Rosol (6-7 7-6 7-5 lo score). Non si poteva chiedere molto di più a Roberto Marcora, battuto in due set dal potente Norbert Gombos, mentre c'è un po' di delusione per Gianluca Mager.

Accreditato della tredicesima testa di serie, si è arreso in tre set all'australiano Max Purcell (6-3 4-6 6-4). Ci saranno altre occasioni per un ragazzo che soltanto da poco si è affacciato su certi livelli.

Di certo nessuno si sarebbe aspettato che questo Australian Open – perlomeno a livello di qualificazioni – ci avrebbe dato soddisfazioni soprattutto “rosa”. Ma le cose possono cambiare in fretta, magari già dalle prossime ore.