Australian Open - Trionfo da numero 1: l'era di Naomi Osaka è iniziata



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Australian Open - Trionfo da numero 1: l'era di Naomi Osaka è iniziata

L’era di Naomi Osaka è ufficialmente iniziata. Dopo il trionfo di New York, la classe ’97 bissa a Melbourne e diventa così la più giovane numero 1 del mondo dal 2010, quando Caroline Wozniacki approdò a 20 anni sulla vetta del ranking, nonchè la prima giapponese a vincere gli Australian Open.

Nella sfida che metteva in palio, oltre al titolo, anche il primo posto del ranking mondiale, Osaka piega da campionessa Petra Kvitova, che si presentava a questo appuntamento reduce da un filotto di 11 vittorie consecutive e che non aveva mai perso una finale Slam (due giocate, due vinte, entrambe a Wimbledon).

La giapponese interrompe inoltre una serie di otto Slam che, negli ultimi due anni, erano stati vinti da otto giocatrici diverse: e lo fa con una prestazione di assoluta maturità, nella quale la neo 21enne ha confermato di possedere delle abilità straordinarie dal punto di vista atletico e mentale.

Il 7-6(2) 5-7 6-4 finale matura infatti nel modo più incredibile, dopo che Osaka era sembrata avere il match in pugno in vantaggio di un set e di un break, con tre match point consecutivi a disposizione sul 5-3 nel secondo.

Con un grande terzo set, però, la giapponese rintuzza la rimonta della ceca e riesce a confezionare l'ennesimo capolavoro di una carriera che, c'è da scommetterci, le regalerà ancora tantissime soddisfazioni.

A sottolineare la solidità della nipponica c'è anche un record tagliato proprio quest'oggi: con questa sono infatti 60 le partite consecutive vinte da Osaka dopo aver vinto il primo set, impresa che non era riuscita a nessuna tennista (Serena Williams e Martina Navratilova si erano fermate a 59).

Il primo parziale è una partita a scacchi in cui alla fine è la giocatrice più giovane ad uscirne da campionessa assoluta. Kvitova colleziona un totale di cinque palle break nel set, Osaka a sua volta ne vede sfumare tre, due delle quali coincidenti con set point nel 12mo game.

È al tie-break che emerge la forza della giapponese, che si procura subito un mini-break con una splendida risposta lungolinea di rovescio. Kvitova comincia a pensare troppo e a sbagliare, mentre Osaka mette il pilota automatico e in un attimo vola sul 6-2, chiudendo alla prima occasione utile con un perentorio 7-2.

La ceca le prova tutte per interrompere la striscia immacolata dell'avversaria, ottenendo il primo break della partita in apertura di secondo set, ma la classe ’97 non ha la minima intenzione di mollare la presa.

Con una reazione paurosa, la giapponese infila un parziale di quattro giochi di fila e si porta avanti 4-2. È un duro colpo per Petra, che sotto 3-5 serve per restare nel match e si ritrova sotto 0-40, concedendo così un triplo match point all'avversaria.

Sul più bello, però, la giapponese precipita in un clamoroso passaggio a vuoto: complice qualche sbavatura in risposta, dapprima infatti Kvitova annulla i tre match point e risale 4-5, quindi è Osaka a regalare nel decimo gioco, quando serve per il titolo.

Se nell'ultimo game di Flushing Meadows la giapponese era riuscita a gestire divinamente la pressione, qui il braccio sembra bloccato, e con due errori di dritto ed un sanguinoso doppio fallo è lei a regalare l'incredibile contro-break.

Il momento no della 21enne non si arresta: dopo aver visto sfumare una palla break che l'avrebbe rimandata a servire per il match, ma che Kvitova annulla alla grande con un dritto vincente, Osaka commette un nuovo harakiri nel 12mo gioco, seppellendosi con una valanga di gratuiti e cedendo il break a zero con un nuovo doppio fallo, che rimanda le sorti della gara al terzo set.

È impressionante il modo in cui la campionessa degli US Open riesce a risorgere dalle proprie ceneri: dopo aver interrotto l'emorragia di game nel secondo gioco del parziale decisivo, Osaka strappa infatti il break che le consente di involarsi sul 3-1.

Kvitova prova a rientrare, procurandosi nel sesto gioco la palla del contro-break, ma la nipponica trova una prima vincente, prima che un ace e un gran dritto a sventaglio le regalino il 4-2. Come nel secondos set, Osaka si porta 0-40 nel game successivo e colleziona così tre mini-match point, ma la ceca si salva ancora.

Stavolta però la giapponese blinda da campionessa i due turni di battuta successivi: chiude a 0 quello del 5-3, ed infine, quando serve per la finale sul 5-4, sale 40-15 ed archivia la pratica con una prima vincente al centro.

Due ore e 27 minuti di battaglia certificano l'esplosione di una campionessa vera, che a soli 21 anni e tre mesi può già vantare due Slam nel proprio palmares.

Australian Open - finale:
[4] N. Osaka b. [8] P. Kvitova 7-6(2) 5-7 6-4