Australian Open - Federer "suda" e supera il test Evans



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Australian Open - Federer "suda" e supera il test Evans
Australian Open - Federer "suda" e supera il test Evans

Non si rivela un mero allenamento agonistico. E da un punto di vista prettamente psicologico, non è di certo una cattiva notizia. Roger Federer supera un generosissimo Daniel Evans e acciuffa il terzo turno a Melbourne Park per la ventesima volta in carriera. Con due tie break, completamente diversi, e un guizzo in risposta nella terza frazione. 

L’elvetico riconosce delle falle nel sistema e si preoccupa di trovare una soluzione. Nonostante delle difficoltà interne (che accumula quasi totalmente nella prima frazione) deve giocare un match vero. Anche perché il britannico imposta in maniera perfetta ogni singolo scambio, vince tanti punti con la prima palla, non rinuncia al face-to-face da fondocampo. Il il 7-6(5) 7-6(3) 6-3 finale è tutt’altro che banale. Fritz o Monfils al terzo turno.

Federer non trova armi sufficientemente valide per spezzare gli equilibri. O più semplicemente non scava a fondo. Il nervosismo lo assorbe un passo alla volta – anche se sbotta quando qualche goccia di pioggia – adottando una strategia poco conservativa nel tentativo di sopperire a qualche errore di troppo negli scambi prolungati. Fino al tie break, i due si studiano con una certa insistenza. Federer è il primo a recuperare da una situazione di 0-30 (in avvio) e il primo a forza la questione ai vantaggi in risposta. Procurandosi anche un set point ai piedi del tie break. Evans, però, il set point lo annulla con un serve&volley e al jeu decisif – dopo un inizio rocambolesco – con un passante di dritto sul 4-3 mette la testa avanti. Il britannico decide di giocare a viso aperto e di seguire l’istinto. Nei due punti più importanti della frazione non sbaglia tatticamente, ma nei pressi della rete pasticcia. Federer si ritrova sul 6-5 con la battuta a disposizione e alla seconda opportunità utile chiude la frazione.

Il contraccolpo psicologico è difficile da assorbire per il britannico, che quasi fisiologicamente macchia il taccuino con quattro errori non forzati nel game inaugurale della seconda frazione. Federer trova il modo per limitare l’avversario – che nel nono game concede addirittura un match point – ma non quello per chiudere immediatamente. Evans sfrutta un doppio fallo sul 15-30 nel game immediatamente successivo e anche un buco sulla diagonale destra nel passante che gli vale il controbreak. Al tie break, per una seconda volta nel match, lotta ma non punge.

Evans non apporta nessuna particolare modifica al piano tattico e nel tentativo di spezzare il ritmo dell’avversario gioca sull’uno-due e varia in maniera costante con il rovescio. Federer prende definitivamente le misure nel quarto gioco – anche se è il britannico a consegnarsi con due brutti errori nei pressi della rete – e fa corsa di testa fino alla fine.

Per Frances Tiafoe – in crisi di risultati dalla trasferta nordamericana estiva – la quarta volta si rivela quella buona. Il talentino statunitense risolve i conti in sospeso con Kevin Anderson, peraltro nel primo Slam stagionale, grazie a una rimonta rabbiosa. E in uno spicchio di tabellone dove orbitano Federer e Nadal riesce a garantirsi Andreas Seppi e a creare uno spazio immenso. Qualche patema, se non altro nella seconda frazione, anche per Marin Cilic. Contro Mackenzie Mcdonald, il croato non sfrutta un corposissimo vantaggio di 6-3 nel tie break della seconda frazione e sigilla il successo solo sul 7-5 6-7(9) 6-4 6-4. Tutto facile per Tomas Berdych, che dopo un esordio straordinario supera la prova del 9 lasciando le briciole a Robin Haase.  

Australian Open, Secondo Turno:
[2] R. Federer b. D. Evans 7-6(5) 7-6(3) 6-3
F. Tiafoe b. [5] K. Anderson 4-6 6-4 6-4 7-5
[6] M. Cilic. M. Mcdonald 7-5 6-7(9) 6-4 6-4
A. Seppi b. J. Thompson 6-3 6-4 6-4
T. Berdych b. R. Haase 6-1 6-3 6-3
[19] N. Basilashvili b. S. Travaglia 3-6 6-3 3-6 6-4 6-3
[26] F. Verdasco b. R. Albot 6-1 7-6(2) 6-3

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