AUSTRALIAN OPEN - Edmund ai quarti, finisce il sogno di Seppi


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AUSTRALIAN OPEN - Edmund ai quarti, finisce il sogno di Seppi

Credo che un sogno così non ritorni mai più. Nel blu del Plexicushion di Melbourne Park, per quasi due set Seppi si illude di poter diventare il quarto italiano nei quarti dell'Australian Open, il primo dai tempi di Cristiano Caratti nel 1991. Ma Edmund viaggia a una media di un ace a game e quando inizia a rischiare di più e prima nello scambio la partita cambia. E' il britannico, che chiude con 25 ace e 63 vincenti, a centrare il suo primo quarto di finale Slam. Rimonta, chiude 6-7 7-5 6-2 6-3 e diventa il sesto britannico a spingersi così avanti in Australia dopo Roger Taylor (1970), Marc Cox (1971), Robin Drysdale (dicembre 1977, serve specificare il mese perché se ne giocarono due in quell'anno solare), Lloyd (dicembre 1977, 1985) e Andy Murray (2011-16).

"Seppi colpiva pulito all'inizio, dettava gli scambi" ha detto nell'intervista a caldo, "poi nel secondo dopo il break le cose sono cambiate. Sto giocando bene, ci sentivamo entrambi bene credo. Sono molto felice di essere nei quarti. Cosa provo ad avere su di me le speranze di tutta la Gran Bretagna? Beh, me l'hanno chiesto già abbastanza in conferenza stampa. So che tanti si svegliano a orari infelici per guardare i miei match, sono felice. Peccato però che Andy non ci sia, speriamo di vedere più britannici qui in futuro".

Edmund, che ha vinto quattro partite di fila per la seconda volta in carriera dopo la semifinale di Winston-Salem 2017, affronterà Dimitrov o Kyrgios con la certezza di ritoccare il best ranking e salire intorno alla posizione n.35 la prossima settimana. Ha perso due volte su due contro il bulgaro, non ha mai sfidato invece l'australiano che avrebbe dovuto incontrare nel 2015 al Roland Garros ma fu costretto al ritiro senza scendere in campo per una lesione ai muscoli addominali.

Seppi assorbe bene il peso di palla del britannico, che fatica a chiudere presto lo scambio e finisce di conseguenza per giocare con sempre meno margine. Da fondo, Seppi estrae il meglio del suo tennis completo, lucido, geometrico e razionale. Edmund si mantiene in partita soprattutto grazie al servizio. Piazza l'ace nei momenti più delicati, ne mette due di fila per chiudere un ottavo game da 10 minuti in cui salva cinque palle break, e Seppi può rimpiangere un paio di risposte contro la seconda risposte non proprio irresistibili.

Serve benissimo da destra lo scozzese, che chiede l'intervento medico sul 5-6 per farsi massaggiare a spalla destra e porta il set al tiebreak. I primi nove punti vanno a chi serve poi Edmund, che comunque ha il pregio delle idee chiare sulla strategia da usare, disegna un rovescio lungolinea. L'esecuzione tradisce l'intenzione, ne ricava solo il 13mo gratuito col suo fondamentale meno solido. Seppi lo gioca decisamente meglio sul set point, stampa il sedicesimo vincente complessivo del parziale e vince il 125mo tiebreak in carriera.

Il secondo, però, inizia con due turni di battuta decisamente complicati per l'azzurro. Seppi risale da 0-30 nel secondo game, firma il primo break per il 2-1 con il dritto in diagonale che diventa fondamentale per costruire il vantaggio competitivo nello scambio, ma si ritrova sotto 0-40 nel gioco successivo. Edmund si auto-annulla le palle break con due errori e uno smash a rimbalzo che decisamente non è il suo colpo, ma alla quarta occasione Seppi gli offre una palla fin troppo comoda e il britannico torna alle basi, si affida al colpo cui affida il suo destino, quel dritto così pesante dal centro difficile da leggere per l'apertura molto rapida, e completa il controbreak col 24mo vincente del match.

Rispetto al primo set, il britannico ricorre più spesso al cambio lungolinea con l'obiettivo di guadagnare presto una posizione di vantaggio. Edmund, che ha vinto tre partite di fila per la sesta volta in carriera ma ha allungato a quattro la serie solo a Winston Salem 2017, scende di intensità nel secondo set. 

Il britannico, notava anche John McEnroe, ha costruito nell'ultimo anno e mezzo un fisico all'altezza delle ambizioni. Maturo anche di testa, in questo torneo ha ribaltato due volte uno svantaggio di due set a uno e vinto partite che l'anno scorso avrebbe probabilmente finito con i crampi. E sa bene a cosa affidarsi quando il gioco si fa duro.

Tira dritto, sempre e comunque. E tira parecchio forte. La risposta a 150 kmh su una seconda che viaggiava a 133 è il campanello d'allarme che risuona per Seppi. L'altoatesino, che serve sul 5-6, perde la prima, il britannico martella col suo colpo forte mentre l'ultimo dritto di Seppi, l'inside-out da sinistra corretto dal nastro, è largo. Break and set Edmund, 7-5.

Calato sulla diagonale sinistra, ha permesso più volte al britannico di girare intorno alla palla e caricare il dritto anomalo. Un invito che Edmund è sempre più che lieto di accettare. L'avvio del terzo conferma la tendenza. Anzi la rinforza. La notevolissima risposta di rovescio dal centro verso l'angolo destro che sospinge Edmund al break del 2-0, contro una buona seconda dell'azzurro, sposta gli equilibri. E il britannico comincia a vedere davvero la vie en rose, non solo per via del colore del completo che, ha detto, non gli sta poi così bene.

Il parziale di cinque game di fila a cavallo fra secondo e terzo set spezza la partita. Edmund rischia molto prima nello scambio, è esplosivo di dritto e solidissimo quando cambia di rovescio in lungolinea. Seppi subisce, gioca corto, non incide al servizio. Il britannico lo fulmina con la risposta vincente sul match point e il destino è segnato.

Seppi, che ha rimontato 12 volte su 35 uno svantaggio di due set a uno, salva tre palle break nel primo turno di battuta del quarto e chiede il fisio per un dolore alla spalla destra.

Al suo 52mo Slam, Seppi vede ancora allontanarsi il primo quarto di finale in un major che il recordman Fabrice Santoro raggiunse per l'unica volta qui nel 2006 al 54mo tentativo. Tiene in piedi il match quando molti altri avrebbero perso la testa, l'azzurro, che si sente chiamare un fallo di piede sulla seconda sul 2-3 40-40. "Non me l'hanno mai chiamato nella vita da destra" dice al giudice di sedia. Stampa due rabbiose e liberatorie prime, e chiude il game con un altro servizio vincente dopo aver salvato cinque palle break.

Ma il finale è ormai scontato. La velocità di braccio di Edmund, e quel movimento così corto di dritto, gli permette di riavvicinarsi presto al campo anche quando viene messo sulla difensiva. Così Seppi, sempre al limite, sempre chiamato a inseguire, finisce per crollare. Un regalo, in fase di manovra, consegna a Edmund il break del 5-3. Il britannico serve per il match e inizia alla sua maniera,  gran prima e dritto in diagonale in uscita. E continua, e finisce alla sua maniera. Seppi lascia ai suoi occhi un sogno che non fa svegliare.