AUSTRALIAN OPEN - Epica Leonessa! Schiavone nei libri di storia e numero 4 del mondo



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AUSTRALIAN OPEN - Epica Leonessa! Schiavone nei libri di storia e numero 4 del mondo

Francesca Schiavone scrive un'altra importante pagina nella storia del tennis italiano e mondiale. La tennista milanese si è qualificata per i quarti di finale dell'Australian Open battendo dopo 4 ore e 44 minuti Svetlana Kuznetsova con il punteggio di 6-4 1-6 16-14.

Dopo aver recuperato uno svantaggio di 2-4 nel set decisivo Francesca ha dovuto cancellare la bellezza di sei match point, sì, proprio sei, come quelli che la Pennetta cancellò a New York contro la Zvonareva, tre al servizio sul 7-8, altri tre sull'8-9, sempre con la battuta a disposizione.

La leonessa non ha poi sfruttato l'occasione di chiudere quando è andata a servire sul 10-9 e sull'11-10. Nel ventesimo game è stata a due punti dal traguardo sul 30-30, ma in questi due giochi non è mai andata a un punto dalla vittoria.

Tantissima sofferenza anche nel trentesimo e ultimo game, quando Francesca è risalita da 0-30 mettendo fine all'incredibile partita alla terza opportunità. Si tratta del match più lungo mai giocato tra due donne in un torneo del Grande Slam.

Il precedente record era stato stabilito l'anno scorso curiosamente sempre a Melbourne Park, quando la russa Regina Kulikova sconfisse col punteggio di 7-6(5) 6-7(10) 6-3 la ceca Barbora Zahlavova Strycova. Durò 26 minuti in meno rispetto a quello della leonessa.

Al di fuori dei major c'è un incontro femminile che detiene ancora il primato di durata. Nel 1984 a Richmond, in Virginia, Vicki Nelson impiegò 6 ore e 31 minuti per battere Jean Hepner 6-4 7-6(11). All'interno di questa incredibile sfida si registrò anche lo scambio più lungo della storia: 29 minuti per 643 tiri.

Quello sopracitato batte anche il famoso Isner vs Mahut. A Wimbledon durò tre giorni, ma quella tra Nelson ed Hepner è stata la più lunga maratona a completarsi in un solo giorno. Grazie a questo epico successo Francesca Schiavone si assicura anche la quarta posizione mondiale, eguagliando il record raggiunto da Panatta il 24 Agosto 1976. Meglio, decisamente meglio di Isner e Mahut.

Sul Campo 18 dell'All England Club successe l'incredibile, ma la qualità del match, dominato dai servizi e caratterizzato da pochissimi scambi, non ebbe niente a che vedere con lo spettacolo inscenato da Francesca e Svetlana, in grado di correre, recuperare palle impossibili, dare vita a lunghi e durissimi palleggi, tirare fulmimanti vincenti e avere la lucidità di optare per le giuste scelte tattiche fino alla fine, nonostante il tempo che passava inesorabile e gli evidenti segni di stanchezza palesati da entrambe, in particolare dalla russa, prima che si entrasse nell'interminabile volata finale.

Al termine di maratone di questo tipo è scontato e superfluo ricordare come anche la giocatrice battuta esca tra gli applausi, ma oltre a tessere gli elogi della nostra è giusto tradurre in numeri la fantastica prestazione di Svetlana, sconfitta a dispetto dei 181 punti vinti contro i 177 della Schiavo e nonostante il suo tabellino parli di un saldo in positivo tra vincenti (69) ed errori gratuiti (68), decisamente meglio in confronto al meno 8 dell'azzurra, con 59 vincenti e 67 errori.

E' sbagliato dire che Francesca abbia vinto i punti più importanti. La leonessa è stata magnifica sui match point, nei quali ha probabilmente giocato i più bei quindici della sua partita, 5 dei 6 li ha cancellati lei, solo su uno ha beneficiato di un errore dell'avversaria.

In precedenza invece era stata proprio la milanese a crearsi all'interno dei game delle interessanti situazioni di vantaggio poi vanificate. Vinto con il break decisivo al decimo gioco un primo set in cui era stata sempre avanti nel punteggio, a partire dal 2-0 iniziale cancellato subito col 2-2, fino ad arrivare al nono game, quando si faceva controbrekkare proprio al momento di servire sul 5-3, la Schiavone non si giocava bene le proprie occasioni nella fase iniziale del parziale successivo, quella che effettivamente decideva le sorti del secondo set.

Ci volevano ben 31 minuti per completare i primi tre games e vedere la Kuznetsova avanti 2-1 e servizio, punteggio a partire da cui poi prendeva il largo. Prima di concedere il break in favore della russa Francesca non era stata in grado di trasformare una palla break sull'1-0 in suo favore e nel terzo gioco, quello in cui ha poi smarrito la battuta, aveva gettato al vento con un comodo passante di dritto in corridoio la palla del 2-1 in suo favore.

Nel terzo set la prima a staccarsi nel punteggio era Sveta, ma anche in questo caso Schiavone finiva sotto con non pochi rimpianti. L'azzurra piazzava il break in apertura e sull'1-0 non capitalizzava una vantaggio di 40-15 con due doppi falli consecutivi, il secondo figlio di un fallo di piede chiamatole sulla prima di servizio.

C'era tempo di vedere la Schiavone avere altre due palle del 2-0 prima del controbreak. Sul 2-2 la poca dimestichezza a rete dell'avversaria consegnava alla campionessa del Roland Garros la palla break. Francesca se la giocava come peggio non si poteva mandando in corridoio la risposta e nel gioco successivo metteva troppe poche prime per evitare di subire l'aggressività della russa, abile a piazzare il break valido per il 4-2.

Schiavone reagiva e non tardava a tornare in scia sul 4-3 con il controbreak immediato. A partire dal nono gioco arrivavano i primi segni di cedimento della russa, troppo spesso costretta a colpire in apnea e in grande difficoltà negli spostamenti.

Sul 4-4 e sul 5-5 Sveta concedeva due palle break alla nostra (una per game), che ancora una volta non faceva fruttare la chance o giocando troppo poco decisa o sbagliando. Sull'8-7 servizio Schiavone la 25enne di San Pietroburgo aveva sulla racchetta i primi tre match point, consecutivi essendosi ritrovata in breve tempo 0-40.

Francesca tirava due grandi prime di servizio e sfruttava un errore di rovescio per tornare 40-40 e chiudere il game. 8-8 e l'occasione capitava a Francesca. Anche in questo caso la giocatrice in risposta volava sullo 0-40, anche in questo caso le prime due palle break sfumavano a causa del servizio dell'avversaria.

Sul 30-40 la Kuznetsova, sempre più spesso a rete nonostante in quelle zone del campo non sia propriamente una maga, si inventava una clamorosa volè smorzata. Francesca arrivava in corsa ma si sbilanciava troppo e toccava la rete prima che la palla toccasse terra per la seconda volta.

Niente da fare. Al servizio sull'8-9 l'italiana concedeva altri tre match point. Risaliva dal 15-40 al 40-40 prima con un grande servizio poi con un fulminante dritto, e salvava la sesta palla match al termine di un punto non adatto ai malati di cuore, scavalcando col lob l'avversaria ancora avanti.

Sul 9-9 ecco la Schiavone piazzare il break, nel gioco successivo Svetlana ristabiliva la parità restituendo quanto la Schiavone le aveva tolto poco prima. Francesca in comando dello scambio ma situazione ribaltata con un pallonetto.

Ancora break e controbreak per arrivare 11-11 e finalmente un po' di turni di battuta tranquilli. Sul 14-14 la Kuznetsova, giunta a 40-30 grazie a una demivolè che ancora adesso non sa come è potuto succedere che le riuscisse, dopo non aver chiuso la palla del game concedeva due palle break.

La Schiavone trasformava la seconda con un punto da cineteca. Altro salvataggio di mezzovolo della russa prima che la Schiavone portasse a casa il quindici con la difficile volè in allungo. Nel trentesimo game la Kuznetsova tentava l'ultima reazione e saliva 0-30.

Francesca infilava tre punti consecutivi e giungeva a match point. L'azzurra provava a chiudere in fretta cercando di sorprendere col serve and volley. Il terzo tentativo si rivelava quello buono. Marco Rebuglio