AUSTRALIAN OPEN - La prima drammatica volta di Wawrinka: Stan e schiena stendono Rafael Nadal



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AUSTRALIAN OPEN - La prima drammatica volta di Wawrinka: Stan e schiena stendono Rafael Nadal

Stanislas Wawrinka b. Rafael Nadal 6-3 6-2 3-6 6-3 Il destino è beffardo, caro Wawrinka: ti pone di fronte alla prima finale Slam il peggior avversario possibile. Passino i precedenti, 12 sconfitte su 12, ma aver perso prima d’oggi 26 set su 26… Diventa difficile pensare all’impresa, vincerne addirittura 3 e tutti nello stesso giorno.

Le dichiarazioni di Laver, le parole stesse di Stan e anche quelle forse un po’ scaramantiche di Toni tentano di mettere pepe ad una partita che di fatto (sinceramente) non vi era alla vigilia. Non sembrava poter nulla nemmeno il “re Mida” Magnus Norman, lui che da coach Rafa l’aveva piegato e anche sul campo più difficile: a Parigi nel 2009, lui era nell’angolo di Robin Soderling, in quella che fino a questo momento è l’unica sconfitta del nr.1 al mondo nella sua dimora francese.

Il destino è beffardo, ma la fortuna a volte aiuta gli audaci. Ti aiuta quando il nr.2 al mondo sbaglia di tutto nei momenti topici, consegnandoti meritatamente il successo e dopo aver giocato meravigliosamente, una gioia dopo 14 sconfitte di fila, e ti aiuta, perché no, anche in semifinale, quando ti giochi l’accesso in finale con Tomas Berdych (non proprio una garanzia nei match che contano).

Ma soprattutto ti aiuta in finale, contro il tuo incubo tennistico. Non è la vescica alla mano oggi, è un problema ben più grave, uno dei più delicati per un atleta di questo sport: la schiena. Spesso accusato dai suoi detrattori di fingere e usare mezzucci, Rafa però ha dato un bellissimo schiaffo morale a tutti quanti, onorando il campo e la finale, trattenendo le lacrime a stento e lottando nonostante tutte le sue armi fossero spuntate.

Quasi a smentire tutte le premesse iniziali, Stan comunque non ci sta a far da sparring partner e mostra tutti i suoi grandissimi progressi delle ultime due stagioni. Non oggi, è anche la sua giornata. E perché non crederci? Nadal, stranamente, nonostante i suoi 13 slam, si mostra umano.

Qualche errore di troppo in ribattuta, un disastroso game sul 2-1 Wawrinka e lo svizzero mette la testa avanti. Rafa è alle corde, quasi rischia il tracollo subendo le sbracciate di Stan, salvando una palla del doppio break sul 4-1, ma accorcia e si tiene in scia.

E’ il momento della verità sul 5-3, il futuro nr.3 può spezzare l’incantesimo dei 26 set consecutivi. Puntuale arriva però lo 0-40, ma lo spagnolo dà una grossa mano: quattro risposte sbagliate e un ace valgono il 6-3.

La Rod Laver si infiamma, il nuovo svizzero nr.1 estrae dal cilindro una risposta poetica che vale il 2-0. Rafa torna al servizio, una smorfia di dolore dopo la battuta, il MTO al cambio campo con Nadal che abbandona il Centrale tra la furia di Stan che pretendeva di sapere da Ramos il motivo dell’interruzione.

Ma quello che torna in campo è l’ombra di Nadal: sguardo perso, faccia nell’asciugamano sul 3-1 per nascondere qualche lacrima, servizio appena appoggiato in campo. Situazione surreale, Rafa non perde neanche tempo nei suoi soliti rituali.

Pare volersi liberare al più presto di questo sciagurato set, e il 6-2 pare sancire la fine dell’incontro. Niente di più errato, Stan si distrae, forse incredulo per la successione degli avvenimenti. E’ il momento di sbranare la partita e invece si intimorisce.

Le risposte fuori misura nonostante una prima di servizio mancino che raramente tocca i 150 km/h. Rafa allunga sul 3-0, vi è una parvenza di partita. L’iberico tira piastrelle solo con la palla vicino al corpo ma evita le sue consuete rincorse in difesa.

Wawrinka si spazientisce, cerca il vincente ma non trova le righe, non varia praticamente e non usa il drop per sfiancare. Nadal sale sul 5-3, ma concede due palle del contro break sul 15-40. Due risposte affossate e la risalita, una partita che non avrebbe dovuto vedere il quarto set viene clamorosamente allungata.

Questo Slam però è segnato, Stan non può lasciarselo sfuggire. Ci prova in tutti i modi quando va avanti sul 3-2 e servizio concedendo l’immediato contro break con 4 orrori, ma Rafa non c’è.

Quel servizio non vuole camminare, e la risposta svizzera questa volta è nelle righe. Nuovo break, questa volta decisivo e il 6-3 finale è una pura passerella. Partita “condizionata” dai problemi di Rafa, ma nessuno può dire come sarebbe finita in condizioni fisiche accettabili, anche considerando il suo bellissimo primo set.

Wawrinka ha dimostrato nell’arco delle due settimane di meritare un titolo importante. Ha sconfitto i primi due al mondo (non accadeva da 20 anni), il primo in assoluto a superare sia Nadal che Djokovic nello stesso Slam, ed ora è meritatamente alle loro spalle nel ranking, che da domani lo vedrà al nr.3, mai così in alto.

Le lacrime di Rafa durante la premiazione sono amare, sa di aver perso la grossa occasione di eguagliare Laver e Emerson (gli unici due nella storia ad aver almeno bissato tutti gli Slam, impresa sfumata a tutti nell’Era Open), e l’aggancio a Sampras a 14 slam.

Però, con i "se" e con i "ma" non si costruisce la storia, il campo ha parlato ed ha visto le braccia al cielo di un sontuoso Wawrinka, capace di interrompere il dominio dei "fab 4" (al pari di Del Potro agli Us Open nel 2009).

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