ATP MONTECARLO - Nadal: otto titoli e tanti record


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ATP MONTECARLO - Nadal: otto titoli e tanti record

Rafael Nadal sfata finalmente il tabù. Dopo sette finali perse consecutivamente, lo spagnolo riesce finalmente a sconfiggere il suo incubo Novak Djokovic: lo fa nel migliore dei modi, dominando, nella finale del master 1000 di Montecarlo per 6-3 6-1, in appena un’ora e 18 minuti, un Djokovic sicuramente non all’altezza della sua nomea, falloso e remissivo, come non si vedeva da un sacco di tempo.

Una vittoria che, indipendentemente dal peso che potrà avere nella rivalità con Djokovic, è molto significativa dal punto di vista personale per Rafa, dato che con questo successo, Nadal riesce a raggiungere ben tre record storici, oltre a migliorarne uno, che già deteneva: grazie all’ottavo successo consecutivo nel principato infatti, Nadal raggiunge il record di successi in uno stesso torneo, pareggiando il primato di Guillermo Vilas, che è riuscito a vincere per otto volte il torneo di Buenos Aires tra gli anni 70 e 80.

Diventa il primo giocatore di sempre a vincere 20 master 1000, staccando Federer. Inoltre, con il 42esimo successo consecutivo a Monaco, mette in fila la striscia più lunga di vittorie in uno stesso torneo, superando in un colpo solo Federer e Borg, entrambi vittoriosi a Wimbledon per 41 partite di fila.

Come se non bastasse, con questo ottavo titolo migliora il record di vittorie consecutive in uno stesso torneo, che comunque già deteneva, con i sette successi precedenti. Chiusa la parentesi riguardante i record, passiamo al match: una partita francamente difficile da analizzare, perché in campo c’è stato un solo giocatore, Nadal, mentre Djokovic ha avuto un atteggiamento troppo remissivo, dando l’impressione di non credere fino in fondo alla vittoria.

Evidentemente la settimana vissuta dal serbo, non gli ha permesso di arrivare in finale con la carica giusta per affrontare uno come Nadal. Il suo gioco, pieno di errori ed eccessivamente rinunciatario, è stato la diretta conseguenza del suo stato psico-fisico e Nadal ha avuto vita facilissima.

Tuttavia, gli indubbi demeriti di Djokovic, non devono sminuire la buonissima prova di Rafa, sceso in campo con un piano tattico ben preciso: aggredire sin dal servizio e giocare il più possibile con i piedi dentro al campo, per togliere il tempo al numero uno del mondo.

Un servizio formidabile (addirittura 80% di prime in campo nel primo set ed uno straordinario 85% di punti vinti con la prima in totale) è stato l’arma fondamentale per lo spagnolo, che gli ha permesso di prendere il comando delle operazioni nei suoi game di battuta, ma anche il gioco da fondo è stato di ottimo livello.

L’unico passaggio a vuoto è arrivato sul 4-0 del secondo set, ma a quel punto i giochi erano fatti. CLICCA QUI PER RIVIVERE LA FINALE Il numero due del mondo conquista il suo 47esimo titolo in carriera (il primo dal Roland Garros 2011), come detto il ventesimo Master 1000, un successo che permette a Rafa di mantenere il suo dominio sul suo feudo più fedele e che soprattutto restituisce allo spagnolo la consapevolezza di poter battere Djokovic.

Certo, il serbo non ha giocato al massimo delle sue possibilità ed è arrivato a questa finale in condizioni particolari, per cui il valore di questo successo potrebbe anche essere relativo. I prossimi tornei, a cominciare da Madrid e Roma, per arrivare poi al Roland Garros , ci diranno se il successo di Nadal è stato solo un episodio, dovuto alla situazione anomala, oppure se nella grande rivalità tra i due, partendo dalla stagione rossa 2011, può aprirsi una nuova pagina, favorevole al maiorchino.
20simo Masters 1000 anche per i fratelli Bryan, che hanno sconfitto nella finale di doppio la coppia Max Mirnyi/Daniel Nestor per 6-2 6-3.