Auger-Aliassime continua la crisi: "Mi sento come quando avevo 18 anni..."

Le parole di Auger-Aliassime dopo il match di primo turno dell'ATP 1000 di Toronto

by RedazioneMia
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Auger-Aliassime continua la crisi: "Mi sento come quando avevo 18 anni..."

Arrivato a Toronto con l’obiettivo di ritrovare sicurezza e vittorie (contando anche sul sostegno del pubblico di casa), Auger-Aliassime non è riuscito a superare il primo turno dove ad aspettarlo c’era il qualificato Max Purcell, contro il quale il canadese aveva già perso due anni fa ai Giochi Olimpici di Tokyo.

“Non ho vinto molti match ultimamente, c’era un po’ di tensione”. Queste le prime parole a caldo di Auger-Aliassime, che sottolinea il suo periodo critico – una mancanza di vittorie che va avanti da prima del Roland Garros – cercando di non recriminare: “Le circostanze sono diverse ogni volta, non ha senso per me riportare la mente al passato: devo concentrarmi sul presente”.

L’analisi della partita: “Devo servire meglio”.

In conferenza stampa, il canadese si è mostrato consapevole dei suoi attuali limiti e, pur riconoscendo un miglioramento nel suo gioco, ha posto l’attenzione sul suo servizio, un’arma per lui fondamentale e che sente di dover migliorare per ritrovare la forma delle eccellenti prestazioni del 2022.

“Lui ha giocato bene, servendo con alte percentuali e grande precisione. Io non ho servito bene, soprattutto con la prima; devo servire meglio e trovare il modo di migliorare in risposta. Rispetto al match dei Giochi Olimpici sento di aver giocato molto meglio oggi, mi sentivo più sicuro di me.

Lui è un giocatore difficile da affrontare e dovevo fare molto per metterlo in difficoltà; pensavo che avrebbe concesso più errori gratuiti, ma non lo ha fatto”. Sulle difficoltà di tornare ai suoi livelli e ritrovare ritmo, Auger-Aliassime ha infine confessato la necessità di maturare e affrontare l’insicurezza e la mancanza di fiducia che talvolta lo condizionano: “È parte del tennis, va bene così, ma ogni volta sembra come la prima; ho compiuto 23 anni, ma mi sento come quando ne avevo 18, con le stesse emozioni.

Devo essere convinto e non aver paura di perdere; qualunque cosa accada, fare del mio meglio”. Articolo di Gabriele Tanassi.

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