Caso Verdasco, Opelka non ci sta: “È doping legale”



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Caso Verdasco, Opelka non ci sta: “È doping legale”

Tegola non così irrilevante in casa Fernando Verdasco. Due giorni fa, infatti, il tennista spagnolo ha ricevuto ufficialmente una squalifica di due mesi per doping (a cui in realtà è risultato positivo lo scorso febbraio).

Non che assumesse sostanze dopanti con lo scopo di alterare le prestazioni sportive; il suo unico errore è stato quello di dimenticarsi di rinnovare l’esenzione per uso terapeutico di farmaci atti a curare il suo disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività (ADHD).

Medicinali contenenti il metilfenidato, la sostanza incriminata a cui è risultato positivo a inizio anno. Hanno commentato la vicenda anche alcuni colleghi di Verdasco come Nick Kyrgios, che si è detto “non sorpreso di ciò che è accaduto”, o lo statunitense Reilly Opelka, che su Twitter ha scritto: “Uno dei problemi più grandi nel tennis.

Perché i ragazzi prendono l'Adderall [mix di farmaci che genera, tra i vari effetti, resistenza alla fatica e aumento della forza muscolare, ndr] per la prima volta nella loro vita da adulti? Doping legale” .

Verdasco ammette e accetta la sanzione

Diversamente dal caso che ha coinvolto Simona Halep, l’ex numero 7 del mondo Fernando Verdasco ha riconosciuto la sua leggerezza e sottoscritto un accordo volontario con l’International Tennis Integrity Agency accettando di rispettare la squalifica di due mesi inflittagli.

Nel comunicato ufficiale dell’ITIA è stata chiaramente specificata l’assoluta buona fede di Verdasco, il quale non avrebbe in alcun modo assunto il metilfenidato per barare e che, pertanto, il periodo di squalifica è stato ridotto da due anni a due mesi : “L'International Tennis Integrity Agency (ITIA) conferma che Fernando Verdasco, tennista spagnolo di 39 anni, ha accettato l'accusa nell'ambito del Tennis Anti-Doping Programme (TADP) per la presenza del farmaco per l'ADHD, il metilfenidato, in un campione di urina.

Il giocatore ha accettato una sospensione provvisoria volontaria e sconterà un periodo di inattività di due mesi”, si legge. “Verdasco è stato testato a un evento ATP Challenger a Rio de Janeiro, in Brasile, nel febbraio 2022.

Il giocatore ha ammesso di aver violato le regole antidoping e ha spiegato che gli era stata diagnosticata dal punto di vista medico l'ADHD. Ha legittimamente utilizzato il metilfenidato come farmaco prescritto dal suo medico per trattare la patologia in conformità con un'esenzione a fini terapeutici (TUE), ma aveva dimenticato di rinnovare la sua TUE quando è scaduta.

L'ITIA accetta che il giocatore non intendeva imbrogliare, che la sua violazione è stata involontaria e non intenzionale e che non ha alcuna colpa significativa o negligenza per questo. Nelle circostanze specifiche di questo caso, in base al grado di colpa del giocatore, il TADP consente di ridurre il periodo di squalifica applicabile da due anni a due mesi.

Il giocatore ha volontariamente accettato una sospensione provvisoria dopo essere stato informato dell'accusa. Il bimestre di squalifica decorre dalla data di sospensione volontaria provvisoria del giocatore e terminerà domenica 8 gennaio 2023” . Photo Credits: EFE/Andre Coelho