Atp Parigi-Bercy - Musetti: l'esame Djokovic va male, c'è ancora da studiare



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Atp Parigi-Bercy - Musetti: l'esame Djokovic va male, c'è ancora da studiare

Il punteggio non rende presumibilmente giustizia alla splendida cavalcata di Lorenzo Musetti. Reduce da un periodo straordinariamente positivo, dalla prima vittoria contro un Top 5 in carriera e alla prima apparizione tra i primi otto in un torneo di categoria, a Parigi-Bercy.

Novak Djokovic ha semplicisticamente una cilindrata differente. Per poco più di un set quella del talento azzurro sul Campo Centrale nel match che inaugura la sessione serale è più che altro un’agonia.

‘Muso’ riesce a mettere la testa avanti nel secondo set, ovviamente non a darsi una possibilità: il 6-0 6-3 finale lascia pochissimo spazio alle interpretazioni, ma alcune sconfitte nel percorso di crescita possono rivelarsi terapeutiche.

Magari come quella di Matteo Berrettini a Wimbledon sul Centre Court nel 2019. Insomma: Djokovic, stizzito per una non ben specificata motivazione, raggiunge quindi l'ottava semifinale sotto il tetto parigino e da una posizione piuttosto privilegiata si mette in attesa di uno tra Tsitsipas e Paul.

Otto punti. Questo il bilancio per Musetti alla fine del primo set. Lento, disorganizzato e falloso, il talento azzurro non riesce in alcun modo a tenere il passo di Djokovic. Parallelamente una macchina da guerra. Il sei volte campione del torneo fa il vuoto sin dal primo quindici, risponde in maniera praticamente perfetta, approfitta delle circostanze favorevoli e in appena ventuno minuti di gioco mette la testa avanti.

Musetti, che ovviamente non smuove lo zero dalla casella dei game, tenta in qualche modo di apportare delle piccole migliore al piano tattico. Quanto meno di scrollarsi qualche pensiero dalla testa e di ritrovare un minimo di qualità in spinta da fondocampo.

Pur senza la prima palla, Musetti risponde ‘presente’ dopo il 7-0 del serbo. La partita non cambia completamente, ma Djokovic in qualche modo si distrae. Musetti, che non ricorre agli straordinari e che si limita a sbagliare meno, si porta in qualche modo sul 15-40 nel turno di risposta immediatamente successivo e alla fine di uno scambio ad alta intensità – con margine di errore alto – approfitta di una disattenzione col dritto del fenomeno serbo per mettere la testa avanti.

La partita non cambia, ovviamente, perché ‘Nole’ schiaccia sul tasto reset e ripristina le gerarchie senza particolari difficoltà. Il vantaggio del carrarino dura poco e un nuovo mega-parziale (questa volta di 4-1) si rivela sufficiente per acchiappare il successo dopo poco più di sessanta minuti di gioco.