Atp Parigi-Bercy - Rientro amaro per Nadal, brutto passo falso con Paul. E le Finals?



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Atp Parigi-Bercy - Rientro amaro per Nadal, brutto passo falso con Paul. E le Finals?

Aspettarsi qualcosa di più sarebbe stato lecito. D’altronde parliamo pur sempre di Nadal. Al rientro nel circuito maggiore dopo gli Us Open, con le Finals di Torino ovviamente sullo sfondo, il fenomeno spagnolo gioca una partita piuttosto povera di contenuti contro Tommy Paul sotto il tetto di Parigi-Bercy e addirittura getta completamente la spugna nel corso del terzo set.

Vuoi per la mancanza di match nelle gambe, vuoi presumibilmente per la mancanza di motivazioni. Nel secondo caso, però, non proprio una cosa da Nadal. Non va quindi bene la prima da papà per il ventidue volte campione Slam, che in un torneo decisamente maledetto (una sola finale, peraltro nel 2007) non migliora il tabellino.

Onore a Paul, che fa tutto quello che deve fare e che seppur con il contributo del mostro che presenzia dal lato opposto dalla rete sigilla il successo più prestigioso in carriera alla soglia delle due ore e trenta di gioco con un rocciosissimo 4-6 7-6(4) 6-1.

Ad attenderlo ci sarà Pablo Carreno Busta. Nadal non perde il servizio per demeriti, anche se sbaglia un dritto piuttosto comodo, più realisticamente è lo statunitense a muovere immediatamente il punteggio.

Il tennis dello statunitense lascia pochissimi margini agli errori. Nadal alza la soglia dell’attenzione per pizzicare con più costanza la diagonale sinistra del tennista statunitense. Ovviamente giocatore da uno-due e non da scambi prolungati.

Il fenomeno spagnolo alla prima opportunità utile rientra in carreggiata, trova qualità e continuità anche con la prima palla e sul 4-4 assesta la spallata decisiva. Dilapida un vantaggio di 40-0, sì, ma alla terza chance utile con la solita chela mancina forza Paul a sbagliare con il rovescio in risposta.

Nadal tira comprensibilmente il fiato dopo il break nel secondo set. Quando la partita sembra già ben avviata verso la conclusione più scontata. Paul, deresponsabilizzato ovviamente dalla situazione di punteggio, sfrutta la situazione favorevole per recuperare immediatamente il gap di svantaggio e soprattutto per flirtare con il 4-2 in una manciata di occasioni.

Nadal, che nel momento di massima difficoltà si appoggia come di consueto agli schemi più consolidati, non brilla ma si tira fuori alla grandissima da un game piuttosto complicato e pur senza avvicinarsi più ai turni di risposta dell’avversario, si garantisce quanto meno il tie break.

Un doppio fallo si rivela fatale per il fenomeno spagnolo, che pur chiudendo con due ace non trova più armi sufficientemente valide per rientrare. Spento, Nadal concede il break in apertura di terzo set a Paul. In realtà lo statunitense non ricorre neanche agli straordinari, piuttosto approfitta sullo 0-15 e sul 15-15 di due errori non da Nadal per mettere la testa avanti e costruire il primo vero vantaggio della partita.

Lo spagnolo si aggrappa alla partita con quello che ha: il cuore, nella stragrande maggioranza dei casi. Manco a dirlo nel quarto game sotto di tre quindici, approfitta di un doppio fallo e di un errore in fase di impostazione per acciuffare la palla per il contro break grazie a due splendide risposte vincenti.

La fortuna non aiuta il finalista edizione 2017, che sbaglia due colpi piuttosto comodi nei due successivi quindici. Il secondo break è una conseguenza logica, con Paul che si porta sul 5-1 in maniera estremamente autorevole.

Nadal, presenza del tutto necessaria, accatasta una serie di colpi senza dare in realtà un senso al piano tattico, si procura una palla per il 2-5, ma non muove più il punteggio prima di stringere la mano all’avversario con un bel sorriso stampato sul volto.