Atp Stoccarda - Berrettini cala il bis: battuto Murray in finale

Al rientro dall'infortunio, Berrettini bissa il successo del 2019 a Stoccarda e acciuffa il sesto titolo in carriera. Si inchina un generosissimo Murray

by Perri Giorgio
SHARE
Atp Stoccarda - Berrettini cala il bis: battuto Murray in finale

Trentuno vittorie e sette sconfitte. Questo il bilancio di Matteo Berrettini sul verde nel circuito maggiore. Il numero uno del gruppo Italia anticipa il rientro di una settimana - presumibilmente per obblighi contrattuali - ma non apporta particolari modifiche al copione sui prati di Stoccarda, dove aveva già vinto nel 2019.

Anzi. Dimostra immediatamente una buonissima propensione alla lotta (vedasi le partite con Albot e Sonego) ma soprattutto trova le armi in finale per abbattere la resistenza di un Andy Murray rinvigorito, reduce tra le altre cose dai successi ai danni di Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios, ma palesemente a corto di energie nelle fasi finali.

Berrettini interpreta la sfida in maniera perfetta - soprattutto dal punto di vista tattico - e nonostate un buco ai piedi del tie break del secondo set, ripristina le gerarchie nel rush finale e chiude sul 6-4 5-7 6-3 dopo poco più di due ore e trenta di gioco.

Complice anche un Murray che arriva al traguardo palesemente con la lancetta della benzina prossima allo zero. Per il tennista azzurro il bis a Stoccarda vale anche il sesto sigillo a livello ATP. Il primo turno di battuta è un unicum per Berrettini, costretto a scambiare sulla diagonale sinistra e a convivere con la seconda palla.

Superato lo scoglio 30-30 (peraltro con un servizio vincente) il numero uno azzurro applica lo schema-partita in maniera semplicemente perfetta ed evidenzia tutti i limiti del britannico. Manco a dirlo non concede punti di riferimento negli scambi prolungati, bacchetta il tre volte campione Slam sul lato destro e soprattutto resiste sulla diagonale rovescio-rovescio grazie alla robusta - e sempre precisa - arma slice.

Berrettini assesta la spallata decisiva nel terzo game, cancella complessivamente quattro palle per il 2-2 e flirta nuovamente con il break sul 3-1. Murray, che non rientra in carreggiata e che rimane in qualche modo appiccicato al punteggio, fa sostanzialmente da spettatore non pagante nei tre successivi turni di risposta.
Il servizio continua a regolare gli equilibri della partita, anche se entrambi tentano di apportare qualche piccola miglioria in risposta.

Murray stuzzica Berrettini sul 2-1, Berrettini replica nel game successivo. Un mezzo-rimpianto sul 15-30, con una palla corta piuttosto telefonata del britannico e un errore di metri nei pressi della rete dal parte del numero uno azzurro.

Berrettini, che diventa tendenzialmente più vulnerabile con la battuta a disposizione, sul 4-4 approfitta di una manciata di errori piuttosto grossolani di Murray. Impresico con il naso sulla rete: di volo - sul 15-15 - e di rimbalzo, lato sinistro, nel quindici immediatamente successivo.

Murray rifiuta la sconfitta sul 15-40 grazie al supporto del servizio e cancella a Berrettini anche un'altra chance per il 6-5. Quando tutto sembra apparecchiato per il tie break, il tennista azzurro stacca improvvisamente la luce.

Dopo una scelta tattica rivedibile, aggiunge al pacchetto degli errori un errore di rovescio e un doppio fallo. Chiamato sullo 0-40 agli straordinari, il britannico 'entra' con una splendida risposta di dritto e costringe poi Berrettini a spostarsi dal lato completamente opposto.

Un break in avvio. Tanto basta a Berrettini - che proprio prima di ritornare al servizio chiede l'intervento del fisioterapista - per prendere il controllo della faccenda, ripristinare le gerarchie e ovviamente mantenere la testa fino alla fine.

Qualche problema solo sul 3-2 dopo un doppio fallo: il resto è un contorno del tutto necessario, con un Murray estremamente provato che in un modo o nell'altro riesce a rimanere in scia senza procurarsi in realtà delle vere e proprie chance in risposta.

E neanche a garantirsi la possibilità di farlo sul 4-5. Tim Van Rijthoven aveva disputato una sola partita nel circuito maggiore prima di ottenere una wild card per il '250' s-Hertogenbosch. Ecco: sui prati di casa, e semplicisticamente da totale sconosciuto, ha messo in fila le prime tre teste di serie: Taylor Fritz, Felix Auger Aliassime e soprattutto Daniil Medvedev.

Pochi grattacapi in realtà per il tennista olandese, che scalerà 99 posizioni nel ranking e che si andrà ad accomodare sulla casella numero 106, emblematico persino il 6-4 6-1 finale. Ancora un passo falso per il russo, scarico di testa e soprattutto di tennis, che da lunedì ritornerà in vetta al ranking.

SHARE