Atp Madrid - Alcaraz da impazzire: dopo Nadal abbatte Djokovic e vola in finale



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Atp Madrid - Alcaraz da impazzire: dopo Nadal abbatte Djokovic e vola in finale

Non sappiamo se Alcaraz abbia dato realmente un colpo di telefono a Nalbandian. Sappiamo però giovedì ha compiuto diciannove anni e che a cavallo tra venerdì e sabato ha annotato sul taccuino delle vittime Nadal e Djokovic.

Peraltro sulla terra, impresa mai riuscita ad altri. Anzi, a riuscirci in un lasso di tempo così ridotto, appunto, erano stati solamente Nalbandian e Davydenko. Rispetto alla partita-non-partita con il connazionale - condita da un buco nel secondo set - quella col numero uno del mondo si rivela una battaglia spaventosa.

'Charlie' rimane inspiegabilmente aggrappato al primo set e cambia completamente marcia nel secondo. Nel rush finale manco ha la stragrande maggioranza delle chance: manco a dirlo si procura un primo match point sul 5-4.

Djokovic, in una versione decisamente 'sì' rispetto a quella vista nella prima parte di stagione sul rosso, dopo più di tre ore e trenta di gioco si arrende di fronte a un avversario con cui probabilmente gli toccherà avere a che fare spesso negli ultimi anni di carriera.

Alcaraz chiude la faccenda sul 6-7(4) 7-5 7-6(5) e diventa il secondo finalista più giovane della storia del torneo. Seconda finale '1000' in carriera a distanza di poche settimane dopo quella giocata - e vinta - a Miami.

Forse il tennis sta iniziando a conoscere il suo nuovo re. Ad attenderlo uno tra Zverev e Tsitsipas, che nella migliore delle ipotesi scenderanno in campo intorno alla mezzanotte. Numericamente, il tie break è un evento abbastanza fortunoso per Alcaraz.

Anche perché vince solamente cinque punti in risposta (di cui quattro nello stesso game) e complessivamente, di punti, ne vince addirittura otto in meno. Djokovic - straordinariamente lucido, nonostante qualche alto e basso - sfrutta un vantaggio di 5-1, anche se ha bisogno di quattro set point per assestare la spallata decisiva.

Addirittura, nel dodicesimo punto, non si lascia distrarre dalla caduta di Alcaraz, che riesce a sistemare solo i primi due colpi. Quando Djokovic cambia traiettoria con il dritto, lo spagnolo tenta di liberarsi dello scambio e prende ovviamente il sotto-nastro.
Alcaraz tenta di apportare delle migliorie al piano tattico.

Quanto meno di trovare della alternative differenti al tamburo battente da fondocampo. La palla corta si rivela un'arma assai utile allo spagnolo, che nel sesto game - con un fulmine a ciel sereno - si affaccia sul 30-40 servizio Djokovic.

Il campionissimo serbo ricaccia in tutti i modi i tentativi di redenzione del rivale, che sul 4-4 si trova con le spalle al muro. Su una situazione di 30-40, lo spagnolo trova comunque la prima di servizio. Sulla seconda parità, approfitta di una leggerezza di Djokovic - che risponde a una palla alta con una palla alta, rendendosi piuttosto vulnerabile - e alla seconda opportunità utile si consente la possibilità di rispondere per allungare la pratica al terzo grazie allo schema servizio-dritto.

La 'Scatola-Magica' si apre completamente per Alcaraz. E Djokovic, che regala il primo quindici con uno smash abbastanza semplice, si ritrova sullo 0-30 dopo un errore in uscita dal servizio. Grazie al servizio, e a due ingenuità dello spagnolo, il numero uno del mondo ricompatta comunque il punteggio.

Con il naso sul tie break, Alcaraz rimane inerme davanti a una risposta di rovescio e commette poi un sanguionoso doppio fallo. Una palla corta lo condanna e una palla corta lo salva, almeno momentaneamente. Djokovic - che pare apparentemente in dirittura d'arrivo - chiamato nuovamente a servire per rimanere nel match, si ritrova sullo 0-40.

Alcaraz alla seconda opportunità utile, ancora una volta col sostegno della palla corta, stuzzica Djokovic a un recupero quasi impossibile e lo punisce proprio nei pressi della rete. A cavallo tra i primi tre turni di battuta del deciding set, Djokovic cancella complessivamente cinque palle break.

Negli ultimi due casi, comunque, ne esce di prepotenza. Con un servizio vincente e con una splendida manovra da fondocampo che capitalizza con una gagliarda accelerazione di dritto. Il campionissimo serbo si ritrova sullo 0-30 anche sul 3-4.

Allo scoccare delle tre ore di gioco, sul 30-30, Alcaraz ha la chance per il passante dopo una sortita a rete piuttosto avventurosa di Djokovic. Djokovic, sì, personaggio assolutamente allergico alla sconfitta che sullo 0-30 sbaglia un rigore a porta vuota.

Personaggio che sul 15-30 non legge bene la palla corta - specialità della casa - e che sul 30-30 rimane immobile sul lungolinea di rovescio dello spagnolo. Il numero uno del mondo sul 4-5 si trova con le spalle completamente al muro: sul 30-40 ne esce meravigliosamente con un ace.

Senza crogiolarsi nelle banalità, il tie break si rivela presumibilmente lo sfondo più democratico dopo quasi tre ore e trenta. Palla ad Alcaraz, che si prende il punto nei pressi della rete con uno schiaffo al volo di dritto dopo un mini-capolavoro con il rovescio in lungolinea.

Djokovic perde il controllo del dritto in uscita dal servizio, Alcaraz pesca il cinquantesimo vincente della sua partita con la medesima soluzione del primo punto, peraltro dopo una seconda a 172 km/h sulla riga. Djokovic recupera il mini-break di vantaggio, ma non trova armi sufficientemente valide nel punto immediatamente successivo per contenere la straordinaria accelerazione di dritto dello spagnolo.

Con le spalle al muro sul 2-4, seppur in affanno, Djokovic riesce in qualche modo a rimanere agganciato. Fatale, però, un errore sul 4-5 che fa da sfondo al servizio+dritto che Alcaraz utilizza per chiudere la sfida. Photo Credit: Getty Images