Atp Madrid - Nadal-Alcaraz, passaggio di consegne. L'allievo raggiunge Djokovic



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Atp Madrid - Nadal-Alcaraz, passaggio di consegne. L'allievo raggiunge Djokovic

Il sentore che 'questo' Nadal non potesse battere 'questo' Alcaraz aleggiava nella 'Scatola-Magica' di Madrid già dopo la prova-di-sopravvivenza del campionissimo spagnolo contro David Goffin.

Il 6-2 iniziale non restituisce in effetti sensazioni differenti. Alcaraz, con la partita praticamente in mano, dopo una brutta caduta - figlia di un tentativo piuttosto disperato di leggere un contropiede - si spegne per un set.

Nadal non brilla: commette più di quaranta errori non forzati (sì, quaranta) e quando ha la chance più grossa per azzannare la partita in apertura di terzo, non la sfrutta. Alcaraz gestisce nella migliore delle maniere i problemi, le pause e soprattutto il 'mostro' che presenzia dal lato opposto della rete.

Il turno di battuta finale è un manifesto che certifica il 6-2 1-6 6-3 finale. Prima vittoria contro Nadal - dopo che dodici mesi fa sullo stesso campo ci aveva raccattato tre game - e primo confronto diretto contro Djokovic.

Che archivia invece la pratica Hurkacz senza difficoltà.

Succede di tutto: alla fine l'allievo batte il maestro

Nadal non riesce a mantenere il ritmo di Alcaraz. Banalmente, ritrova dal lato opposto della rete sé stesso.

Il sé stesso del 2005, approsimativamente. Alcaraz, che dopo il break iniziale tentenna un minimo, prende il controllo totale della faccenda. Domina il confronto da fondocampo, serve benissimo (nonostante due doppi falli) e assesta la spallata decisiva nel terzo game.

Il talentino spagnolo, che sul 3-2 30-30 si salva con una prima al colpo piuttosto massiccia, capitalizza uno splendido attacco in controtempo nel quindici immediatamente successivo con una volée piuttosto comoda sopra la rete.

Il resto? Un contorno del tutto necessario, con Nadal che non riesce più a smuovere il "due" dalla casella dei game. Le dinamiche nella seconda frazione non cambiano. Quanto meno fino al 2-1. Alcaraz flirta col break in entrambi in turni di risposta, ma proprio prima del 'vantaggio' Nadal si impunta con la caviglia sinistra e si ritrova costretto a richiedere l'intervento del fisioterapista.

Il rientro in campo è abbastanza traumatico, nonché condito da un parzialone di 8-1 Nadal che si porta piuttosto agevolmente sul 3-1 40-15. Il gioco si ferma nuovamente per il malore di uno spettatore. Al rientro in campo, Alcaraz lascia scivolare il set senza opporre in realtà una reale resistenza.

Il 6-1 è una conseguenza logica. Alcaraz, che tenta di rimettere insieme le idee, si tira fuori dai guai nel terzo game in maniera straordinaria. Sul 15-30, dopo una splendida accelerazione di rovescio del maiorchino, pesca in qualche modo il passante.

Sul 30-30 è sufficiente una prima, sulla palla-game inventa uno splendido dritto 'Federer-Mode' che prende in totale contropiede Nadal. Le difficoltà del maiorchino, di carattere puramente tennistico, si amplificano nel momento della verità.

Manco a dirlo perde malamente il servizio e non trova più armi per rientrare. Anche se Alcaraz mette tutto quello che ha a disposizione per portarla a casa. Cioè, sul 5-3 commette due errori piuttosto grossolani con il dritto, ma si cava fuori dai guai con due palle corte e una volée con il naso sulla rete dopo il servizio.

Sul match point è ingenuo Nadal, che con il punto praticamente in mano si offre al passante di Alcaraz.

Djokovic, vittoria 'brutta' ma utile contro Hurkacz

Non è partita bella: bensì utile. Quanto meno per Novak Djokovic.

Dopo il giorno di riposo - gentilmente concesso da da 'Sir Andy Murray' agli ottavi di finale - il campionissimo serbo si sbarazza senza troppe difficoltà di Hubert Hurkacz in apertura di gioranta e raggiunge quanto meno le semifinali a Madrid. Per un test decisamente più probante ci sarà Alcaraz.