Rublev: "A Barcellona non si sono comportati bene con me. E su Alcaraz..."



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Rublev: "A Barcellona non si sono comportati bene con me. E su Alcaraz..."

Andrej Rublev, con la vittoria in tre set contro Novak Djokovic nella finale di Belgrado, ha messo in bacheca il suo undicesimo titolo Atp in carriera, suddiviso in sei 250 e cinque 500. Il tennista russo, in un’intervista che ha concesso a Kommersant, ha parlato dei suoi obiettivi, di ciò che gli manca per vincere un titolo più importante e del perché ha scelto Belgrado a discapito di un torneo superiore quale Barcellona "Sento il torneo di Barcellona come se fosse casa mia, visto che sono membro del club dove si svolge, ma ci sono stati diversi motivi che mi hanno portato alla decisione di non partecipare” -debutta Rublev nell’intervista- “L’anno scorso, gli organizzatori del torneo di Barcellona non si sono comportati troppo bene con alcuni giocatori, me compreso.

Non voglio rivelare i dettagli, ma erano questioni molto importanti, e non è sorprendente che diversi nomi molto noti non erano nella lista dei partecipanti di quest'anno. Di conseguenza, ho accettato l'invito a giocare il torneo di Belgrado dove sono stato trattato dieci volte meglio di quanto mi aspettassi”.

Sulla finale contro Djokovic
"È stata una grande esperienza e una grande partita. Il fatto che l'intero stadio tifasse per Novak era del tutto normale, sapevo che sarebbe stato così. Novak ha avuto un giorno di riposo prima della finale, cosa che io non ho avuto, quindi mi aspettavo di avere meno possibilità di vincere se il match fosse andato per le lunghe.

Inoltre, ricordo molto bene tutte le volte che Novak è riuscito a recuperare dopo le maratone nei Grandi Slam. Nel terzo set ho assunto un atteggiamento diverso. Penso di aver avuto delle opportunità che non sono stato in grado di sfruttare; in alcuni casi ho commesso alcuni errori, in altri casi non ho giocato abbastanza aggressivo"

Rublev è riuscito a battere quindi tutti e tre i fab three Rafael Nadal, Roger Federer e Novak Djokovic
"È ovviamente una grande cosa. Quando arrivi a battere campioni così impressionanti in momenti diversi della tua carriera, ottieni un qualcosa di nuovo che ti aiuterà in futuro.

Tuttavia, non si può paragonare ai titoli, soprattutto Masters 1000 o Grand Slam"

Rublev spiega cosa manca per vincere un trofeo importante


"Ho avuto delle occasioni. Recentemente ho avuto una buona possibilità di raggiungere la finale a Indian Wells, dove Nadal ha subito poi un infortunio alla costola in semifinale.

L'anno scorso ho giocato le finali a Monte Carlo e Cincinnati, ma entrambe le volte non ho affrontato bene la pressione a livello psicologico. Con il desiderio di vincere che avevo, sono stato sopraffatto. Penso che questa sia la chiave per me: ciò che mi manca di più è la capacità di controllare le mie emozioni.

Nelle partite più importanti, per qualche motivo, permetto ai pensieri negativi di inondare la mia testa, quei pensieri che mi dicono che non vincerò, e questo è qualcosa che non va. Quando stai giocando contro giocatori di livello altissimo, non puoi pensare all'opportunità che hai avuto e che non hai sfruttato.

Ci sono giocatori che approfittano di quel momento di debolezza, e in quei momenti si decide tutto" Su Carlos Alcaraz
"Prima di tutto, ha un talento pazzesco e ama davvero il tennis. Ho visto pochi giocatori che si allenano con gli occhi così accesi come i suoi.

In secondo luogo, in giovane età (13-14 anni n.d.r) è finito nelle mani giuste. La squadra che è con lui in questo momento lavora in modo magnifico. Ho anche io una persona così al mio fianco (parla di Fernando Vicente, il suo allenatore n.d.r), ma è entrato nella mia vita più tardi, quando avevo 18 anni, e quindi i miei risultati si sono avvicinati ai 21 o 22 anni"

Sulla stagione su erba
"In questo momento non ne abbiamo parlato con la mia squadra. Per quanto ne so, sarà discusso prossimamente, ma se non cambia nulla, non vorrei lasciare completamente il tour su erba. Forse andrò ad Halle o forse da qualche altra parte, e dopo Wimbledon tornerò su altre superfici”.