Atp Monte-Carlo: Un super Sinner non basta ai quarti: vittoria da pazzi di Zverev



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Atp Monte-Carlo: Un super Sinner non basta ai quarti: vittoria da pazzi di Zverev

Cosa dobbiamo dire a Jannik Sinner? Anzi, cosa possiamo dire? La sospensione del giudizio è sostanzialmente una necessità in sede di cronaca: sarebbe però assai difficile non ribadire che la sconfitta contro Alexander Zverev ai quarti di finale del '1000' di Monte-Carlo non può e non deve in alcun modo ritoccare il pensiero su una prova da superstar del talento azzurro.

Costretto a rispondere per rimanere nel match e parallelamente a due punti dalla vittoria nel jeu decisif. Sinner fa tutto quello che può contro un giocatore - allo stato attuale - semplicisticamente più forte.

Una partita tanto bella quanto intensa, sfortuntamente sadica: in questo gioco non si può pareggiare, risultato che oggi avrebbe incontrato anche la giustizia. Il tedesco chiude alla soglia delle tre ore e dieci di gioco con un incredibile 5-7 6-3 7-6(5), ad attenderlo uno tra Schwartzman e Tsitsipas.

Passa Zverev, ma che sofferenza

Sinner vince solamente 7 dei primi 23 punti. Di cui quattro solamente nel secondo game. Le premesse mal si accoppiano con la storia vera. Il talentino azzurro, che con un boccone solo recupera tre game di svantaggio, spezza gli equilibri ai piedi del tie break e con un turno di battuta praticamente povero di sbavature mette in cascina il primo set.

Chiamato poi a conservare un break di vantaggio anche nel secondo, Sinner 'ci pensa' un po' troppo. Pur snaturandosi dal punto di vista tattico, il tedesco limita considerevolmente il numero degli errori non forzati e sfrutta le prime disattenzioni di Sinner nel quarto game.

Il doppio fallo sul 15-40 si rivela regalo piuttosto ghiotto.
Il talento azzurro non cambia assolutamente i piani. Anzi. Sotto di un quindici trova una splendida soluzione in diagonale con il dritto e sul 40-40 prende il controllo dello scambio con una splendida soluzione in lungolinea.

E con la chance di break a disposizione, pur senza riuscire a entrare nello scambio, costringe Zverev ad abbassarsi nei pressi della rete. Il dritto in avanzamento si rivela però sufficientemente profondo per ottenere il punto ed evitare la volée con il naso sul nastro.

Un momento-di-buio Italia consente poi al tedesco di rimettere in parità i giochi. Sinner costringe tendenzialmente Zverev a una partita difficile, banalmente fuori dalla comfort-zone, anche nel momento di massima difficoltà.

Il tedesco, che sbaglia pochissimo e che sfrutta ogni minimo varco del tennista azzurro, non trova un minimo di tranquillità neanche sul 5-3. Anche perché Sinner, personaggio incredibilmente riluttante alla sconfitta, recupera il break di svantaggio e non molla di un centimetro ai piedi del tie break.

Manco a dirlo guadagna la seconda palla-game grazie a un braccio di ferro brutale sulla diagonale sinistra e nonostante un doppio fallo sulla terza parità (che concede una nuova chance di break a Zverev) proprio alla terza opportunità disponibile rimette la testa avanti.

Tie break: tanto inevitabile quanto necessario. Sinner ha il compito di non lasciare il pallino dello scambio a Zverev: modus operandi, questo, che gli consente di arpionare due dei primi quattro punti. Per acciuffare il 3-2, il tedesco ha bisogno di ricorrere agli straordinari: anche perché Sinner elimina completamente dal progetto gli errori.

Anzi, un errore lo fa: sul 5-5, con il dritto-potenzialmente-killer che gli scappa di mezzo palmo. Il forzato di rovescio che regala la vittoria a Zverev nel punto immediatamente successivo dice tutto e dice niente.

Davidovich Fokina, che favola

Se 'prova-del-nove' potesse avere una faccia, avrebbe senza dubbio quella di Alejandro Davidovich Fokina.

Dopo il rocambolesco (e meritato) successo ai danni Novak Djokovic, il tennista spagnolo mette in fila David Goffin e soprattutto Taylor Fritz. Non un mostro di continuità sul rosso, ma comunque un giocatore nel miglior periodo in carriera.

Prima semifinale '1000' per lo spagnolo, che supera il taglio con un rocciosissimo 2-6 6-4 6-3 e che entra in rotta di collisione con il 'romantico' Grigor Dimitrov, che ha bisogno del tie break del terzo set per abbattere la resistenza di Hubert Hurkacz.