Atp Miami - Alcaraz da sogno contro Kecmanovic. Hurkacz rovina la festa di Medvedev



by PERRI GIORGIO

Atp Miami - Alcaraz da sogno contro Kecmanovic. Hurkacz rovina la festa di Medvedev

Daniil Medvedev manca l’appuntamento con la vetta. Hubert Hurkacz rinnova il rapporto ‘solo-amore’ con il Miami Open – da campione in carica – e raggiunge quanto meno le semifinali. Risultato che gli consentirà di rimanere ai piedi della Top 10 (in caso di sconfitta) o addirittura di ritornare tra i primi dieci in caso di bis.

Nonostante uno scarsissimo rendimento sulle palle break (3/14) il polacco riesce a mantenere un piano tattico sempre aggressivo e soprattutto ad approfittare delle indecisioni del ‘wanna-be’ numero uno. Costretto a richiedere l’intervento del fisioterapista in una situazione di punteggio piuttosto scomoda anche nel secondo parziale.

Il 7-6(4) 6-3 che matura alla soglia delle due ore di gioco rende in maniera semplice l’idea: ‘Hubi’ non sfrutta immediatamente un break di vantaggio in avvio, ma regola comunque gli equilibri della sfida da fondocampo Il gioco-tennis ignora il pareggio.

Dovessimo trovare un difetto, in alcuni frangenti, ci affideremmo presumibilmente a questo. Anche perché alla fine della straordinaria sfida tra Carlos Alcaraz e Miomir Kecmanovic pensare a un risultato differente appare decisamente complicato.

Il talentino spagnolo, già reduce dalla semifinale a Indian Wells di una dozzina di giorni fa, rigetta in tutti i modi la sconfitta contro un avversario che fa tutto in maniera impeccabile. Alcaraz ha infatti bisogno di presentarsi a rete in più di trenta occasioni (con una percentuale di realizzazione vicina al 70%) ma soprattutto di cinquanta (!) vincenti per abbattere la resistenza del serbo.

Manco a dirlo nel tie break del terzo set, manco a dirlo recuperando uno svantaggio di 3-5. Quando per la prima volta si ritrova con la testa avanti, ‘Carlitos’ mantiene i nervi saldi. E con uno splendido recupero di rovescio con il naso sulla rete, sigilla il successo sul 6-7(4) 6-3 7-6(5) e ritocca ancora una volta il best ranking.

Di questo passo, toccherà aggiornare il saldo dei record di giorno in giorno. Diciannove ace. Numero che nel panorama femminile risulta tanto inedito quanto sorprendente. La versione ‘bene’ di Naomi Osaka non apporta particolari modifiche al copione ai piedi della finale in Florida.

Anzi. Nella sfida più complicata della settimana – contro Belinda Bencic – recupera un set di svantaggio e a quattordici mesi di distanza ritorna a raggiungere una finale nel circuito maggiore. Aria fresca dopo un periodo non facilissimo dentro e fuori dal campo.

Ad attenderla la vincente del match tra Jessica Pegula e la numero uno del mondo Iga Swiatek, che parallelamente ha ancora una striscia aperta di quindici vittorie consecutive. Photo Credit: Getty Images

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