Tsitsipas: "Ho pensato al ritiro. Slam? Non voglio fare polemica però..."



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Tsitsipas: "Ho pensato al ritiro. Slam? Non voglio fare polemica però..."

Stefanos Tsitsipas ha come obiettivo quello di fare un buon Miami Open e provare a mantenere le prime posizioni del ranking mondiale. Il greco non ha avuto un buon inizio di stagione e sta cercando di cambiare il suo gioco anche grazie alla neo entrata di Thomas Enqvist nel suo staff.

Il 23enne ellenico vuole fare bene in questo torneo. Il finalista della passata stagione del Roland Garros ha anche parlato della pressione che c’è nell’essere considerato come uno dei successori dei Big Three “Dovrei essere molto più vicino a quello che stanno ottenendo se si considera la mia età.

Credo di essere rimasto un po' indietro ultimamente. Sto cercando di trasformare il mio tennis in qualcosa di meglio. Non ci penso in questo momento, davvero. Sto cercando di competere contro la mia generazione più che contro di loro, anche perché Rafa è stato l'unico a partecipare agli ultimi tornei.

Sto cercando di essere il miglior giocatore della mia generazione e non concentrarmi su quello che succede con quelli che hanno una maggiore età”. E’ stato chiesto al greco se ha pensato al ritiro un po’ come ha fatto Barty qualche giorno fa "Mio Dio, beh (ride n.d.r.).

L'anno scorso ho avuto una stagione difficile. Ho avuto un momento difficile con l'infortunio che mi ha tormentato per molto tempo. Ricordo di aver finito la mia partita contro Rublev a Torino e di essermi sentito malissimo.

A quel tempo non potevo servire come volevo, non potevo colpire dritti e rovesci come facevo. Nessuno poteva aiutarmi. Ho provato diversi modi per risolvere il problema, ma niente ha funzionato. Ho pensato di ritirarmi per un paio di giorni, ma non sono ancora in grado di farlo.

Sono troppo giovane per mettere fine alla mia passione, a ciò che amo. Ma sì, era una situazione molto complicata per me, mi sentivo inutile, incapace di fare qualcosa. Non voglio essere lasciato indietro. Non voglio vedere come gli altri progrediscono e io rimango stagnante.

Sono fortunato ad aver risolto il problema, ad aver resettato la mia prospettiva e la mia mentalità, e ad essere più ottimista da allora"

Tsitsipas parla della questione inerente ai cinque set negli Slam

Se è favorevole a continuare a giocare i Grandi Slam in cinque set "Non voglio generare alcuna polemica con questo.

C'è anche la questione della parità di retribuzione, con le donne che ottengono la stessa somma per giocare al meglio dei tre set. Mi è stato detto che le donne hanno una resistenza migliore degli uomini.

Non lo so. Forse possono anche giocare al meglio dei cinque set, credo. Per i Grandi Slam, mi piace il formato best-of-five set. D'altra parte, avremmo visto molta più varietà nei campioni del Grande Slam se fosse stato al meglio dei tre set.

Ci credo davvero, i vincitori del Grande Slam sarebbero molto diversi. Alexander Zverev avrebbe potuto vincere gli US Open, hai anche il mio caso, al Roland Garros. Ce ne sono molti altri, sono sicuro che potete trovarli. È una psicologia completamente diversa.

Certamente permette ai giocatori migliori, quelli che hanno più esperienza in termini di titoli del Grande Slam, di essere in grado di combattere e tornare. Dà loro più possibilità di rientrare in partita.

Mi piace, comunque. Mi piacciono i cinque set. Le partite diventano fisiche ed è un grande spettacolo”. Sul tie-break alla fine del quinto set:
“Qui non ho opinioni. Da bambino amavo quelle pazze partite al meglio dei cinque set che arrivavano al 18-16.

Era divertente vedere chi riusciva a rompere il servizio per primo. D'altra parte, non si può permettere ai giocatori di stare in campo fino alle 6 del mattino in quel formato, a volte succede ed è estenuante.

Per esempio, c'è stato il caso di Kevin Anderson, quando ha battuto John Isner in semifinale. Ha completamente rovinato la finale di due giorni dopo"