Atp Indian Wells - Passo falso Berrettini. Ai quarti ci va Kecmanovic



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Atp Indian Wells - Passo falso Berrettini. Ai quarti ci va Kecmanovic

Tranquillità. Elemento di cui Matteo Berrettini in questo momento è carente. Vuoi per le faccende extra-tennis, vuoi per la quasi-necessità di rispettare le logiche del ranking in uno spicchio di tabellone privo di nomi.

Il tennista azzurro, particolarmente falloso e tendenzialmente poco efficacie con la prima palla, manca ai piedi dei quarti di finale nel primo '1000' della stagione. Miomir Kecmanovic, che gioca sostanzialmente una partita più ordinata, sfrutta alla fine un game-tragico del numero sei del seeding nei pressi del traguardo e grazie a un rocciosissimo 6-3 6-7(5) 6-4 ritorna tra i primi otto a Indian Wells a distanza di tre anni.

I problemi che aveva riscontrato con Rune e Harris – semplicisticamente due avversari più abbordabili – si rivelano decisamente più pronunciati nella sfida con Kecmanovic. Senza il vero sostegno della prima palla, e di un dritto pericolosamente ballerino, Berrettini fa quello che può.

Poco, nella stragrande maggioranza dei casi. Kecamnovic, che fa della regolarità la migliore compagna di viaggio, assesta la spallata decisiva sul 2-1 e flirta per una seconda volta con il break sul 4-1. Il numero uno del gruppo Italia, che in qualche modo riesce a difendersi, nel game immediatamente successivo si affaccia per la prima volta sul 40-40 in risposta.

Il resto è comunque un contorno del tutto necessario. Pur senza ricorrere agli effetti speciali, Berrettini riesce a rendersi più pericoloso in risposta e soprattutto a faticare di meno con la battuta a disposizione.

Anche se nel corso del secondo set, ai piedi del tie break, si ritrova a difendersi da una pericolosissima situazione di 30-40. Il tennista azzurro, che spezza poi gli equilibri sul 6-5, continua a mantenere standard incredibilmente alti con i primi due colpi e a rimanere saldamente nella scia di Kecmanovic.

Meno brillante nel braccio di ferro da fondocampo ed evidentemente condizionato anche dalle circostanze. Cambia persino il body-language di Berrettini: bravo a contenere una seconda robustissima nelle fasi iniziali del settimo game e a ribaltare lo scambio nel quindici immediatamente successivo grazie a una splendida variazione di rovescio, dallo 0-30 pecca in qualche modo di coraggio.

Anche se si affaccia sul 30-40 con un dritto vincente dal centro. Quando la logica sembra spingere ancora una volta per il jeu decisif, Berrettini si spegne completamente. Il decimo game è condito sostanzialmente da quattro errori che ovviamente consentono a Kecmanovic di afferrare il successo. Senza dubbio il più prezioso in carriera. Photo Credit: Getty Images