Medvedev e il primo posto arrivato con ‘emozioni contrastanti’



by GIUSEPPE MIGLIACCIO

Medvedev e il primo posto arrivato con ‘emozioni contrastanti’

Lunedì 28 febbraio è una data che resterà scolpita a caratteri cubitali nella mente e nel cuore di Daniil Medvedev. Questo, infatti, è il giorno in cui ha compiuto il sorpasso su Novak Djokovic ed è diventato il nuovo numero 1 del ranking ATP.

Il giocatore moscovita è uscito di scena in semifinale all’ATP 500 di Acapulco per mano di Rafael Nadal (futuro vincitore del torneo), ma il risultato raggiunto – complice la clamorosa sconfitta di Djokovic nei quarti di finale a Dubai contro Vesely − gli è bastato per scippare al serbo lo scettro che deteneva da così tanto tempo.

Se da un lato l’emozione di questo grande traguardo ha investito Medvedev, tuttavia, non può non albergare in lui anche un sentimento di profonda tristezza per le vicende che in questi giorni coinvolgono il suo paese, la Russia, e l’Ucraina.

Lo stato d’animo del nuovo numero 1 del mondo è, infatti, turbato dalla guerra che la nazione governata da Vladimir Putin ha intrapreso contro i “vicini di casa” ucraini, come da lui stesso fatto intendere in un messaggio postato su Twitter.

Medvedev, il primato è un mix di “emozioni contrastanti”

Dopo una lunga rincorsa, Daniil Medvedev è riuscito a ‘detronizzare’ Novak Djokovic dal ruolo di primatista del tennis mondiale.

Il serbo resta, però, in scia vista la distanza di soli 150 punti che lo separano dal russo: gli imminenti tornei di Indian Wells e Miami potrebbero già riportarlo al primo gradino del ranking (salvo complicazioni derivanti dal suo status vaccinale).

Tornando a Medvedev, egli si è avvalso del suo profilo Twitter per esprimere tutta la sua soddisfazione per il risultato raggiunto. Stato d’animo, tuttavia, inevitabilmente condizionato dal conflitto tra Russia e Ucraina: “È un enorme onore occupare questo posto” , ha scritto.

“Sono sicuro che tutti possono capire che viene con emozioni contrastanti che accadono [in] questa settimana. Grazie a mia moglie, alla squadra, agli sponsor, agli amici e a tutti coloro che mi hanno aiutato lungo il cammino” , ha concluso il russo, che si proietta già al futuro: “È un lungo viaggio e non vedo l'ora che arrivino i prossimi anni” .