Atp Dubai - Decimo titolo per Rublev, termina la favola Vesely. Trionfa la Swiatek



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Atp Dubai - Decimo titolo per Rublev, termina la favola Vesely. Trionfa la Swiatek

Secondo torneo in pochi giorni per il tennista russo Andrey Rublev che, dopo la vittoria a Marsiglia, conferma il gran momento di forma e conquista anche l'Atp 500 di Dubai, decimo titolo della sua giovane carriera. Solida prestazione del russo che, da lunedì, supererà nuovamente l'azzurro Matteo Berrettini in classifica (accesa lotta tra i due) e tornerà numero sei al mondo.

Si arrende in finale, dopo una fantastica settimana, e dopo essersi preso la grossa soddisfazione di battere il numero uno al mondo Novak Djokovic, Jiri Vesely. Il ceco gioca ancora una buona gara ma deve arrendersi a un ottimo Rublev che chiude in un'ora e venti minuti con il risultato di 6-3;6-4.

Situazione differente invece nel Wta di Doha con la polacca Iga Swiatek che annienta con un match perfetto in poco più di un'ora la Kontaveit e chiude con un chiaro e tondo 6-2;6-0.

Le parole di Andrey Rublev dopo la vittoria

Al termine del match un raggiante Andrey Rublev ha commentato la vittoria del torneo di Dubai ed ha parlato del momento di forma che gli ha portato le ultime vittorie: "Non ho idea di come sono riuscito a vincere questi due turni in pochi giorni ma posso dire di esser stato fortunato.

Ogni match di questo torneo è stato molto duro ed ho dato del mio meglio per ottenere la vittoria. Festeggiare? Non so, devo valutare con il mio team che tra l'altro è già partito e organizzare il mio programma.

Due vittorie in due settimane come il successo di uno Slam? Assolutamente no, per vari motivi ma il principale è che li giochiamo tre set su cinque e qui invece due set su tre" In questi giorni Rublev è stato coinvolto nella questione della guerra tra Ucraina e Russia e le sue parole sono state molto importanti con il tennista che ha assolutamente preso posizione contro la guerra.

In semifinale, dopo la vittoria su Hurkacz, l'atleta ha lanciato un messaggio scrivendo "No War thanks" alla telecamera e rivolgendolo di fatto a tutto il mondo.