Atp Acapulco - Nadal schiacciasassi: Medvedev rimanda la vendetta. In finale Norrie



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Atp Acapulco - Nadal schiacciasassi: Medvedev rimanda la vendetta. In finale Norrie

Il replay della finale degli Australian Open non ripaga completamente le attese. Merito di Nadal, colpa di Medvedev. Nella sfida con il ‘nuovo’ numero uno del mondo, il campionissimo spagnolo (tre volte re del torneo) gioca una partita tatticamente perfetta.

E contiene in maniera straordinaria anche il tentativo di rimonta del russo, che a cavallo tra il quarto e il sesto game non sfrutta complessivamente undici palle break. Nadal, che non si concede praticamente neanche una pausa, chiude sul 6-3 6-3 alla soglia delle due ore di gioco e mette la firma sulla quattordicesima vittoria consecutiva in stagione con autorità.

Ad Acapulco giocherà la centoventottesima finale in carriera: di novanta-ventisette il saldo attuale. Ad attenderlo Cameron Norrie, giustiziere di Stefanos Tsitsipas. Il progetto di Nadal si rivela tanto semplice quanto efficace.

Il campionissimo spagnolo, che non concede punti di riferimento negli scambi prolungati e che costringe Medvedev a giocare colpi piuttosto complicati con i piedi in mezzo al campo, flirta con il break nel primo turno di risposta (grazie a un doppio fallo sul 15-0 e a una splendida soluzione di rovescio sul 15-30) e lo aggancia sul 2-1.

Addirittura si trascina ai vantaggi nel sesto gioco. Dopo un turno di battuta praticamente impeccabile, che impreziosisce fra le altre cose con due ace, lo spagnolo non apporta più particolari modifiche al copione e alla prima opportunità utile chiude la pratica.

Le dinamiche della sfida in qualche modo cambiano. Quanto meno qualità e quantità viaggiano nella stessa direzione. Medvedev, che vince pochissimi punti con la seconda palla a disposizione e che macchia il tabellino con una marea di errori non forzati, concede ancora una volta il break a Nadal in avvio.

Il maiorchino, che comprensibilmente stacca leggermene il piede dal pedale di destra, accatasta la stragrande maggioranza delle difficoltà a cavallo tra il quarto e sesto game: manco a dirlo cancella complessivamente quattro palle break sul 2-1 e altre sette sul 3-2.

Le prime due con lo schema servizio-dritto, la terza (con coraggio) grazie a una chiusura a rete piuttosto elementare dopo una splendida soluzione di dritto in lungolinea. Sulla quarta pesca invece impreparato il russo sul contropiede.

Nei sette successivi casi, con Medvedev che produce il massimo sforzo e arricchisce il pacchetto delle soluzioni anche con la palla corta, distribuisce in maniera chirurgica le scelte. Segue il servizio a rete, pazienta da fondocampo, addirittura ‘copia’ le soluzioni del russo con risultati decisamente eccellenti.

La terza chance utile, al termine di un game da ventiquattro punti, si rivela quella buona per agganciare il 4-2 e per spezzare definitivamente gli equilibri della sfida. Il resto è come da protocollo un contorno del tutto necessario, con Medvedev che in una situazione di totale tranquillità sul 3-5 (con tre quindici da custodire) si ritrova tre risposte nei piedi.

Nadal, alla seconda chance utile, non manca l’appuntamento con la vittoria: la numero quattordici in stagione. Photo Credit: Getty Images