Matteo Berrettini e la prima di servizio: una garanzia secondo le statistiche



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Matteo Berrettini e la prima di servizio: una garanzia secondo le statistiche

Quarto turno agli Australian Open, la vittoria a Belgrado, il trionfo solo sfiorato a Madrid, i quarti di finale al Roland Garros, il successo al torneo del Queen’s, l’incredibile cavalcata a Wimbledon con la finale raggiunta e un ottimo cammino eguagliato anche agli Us Open (con un’altra sconfitta per mano del numero uno al mondo Novak Djokovic).

I risultati di Matteo Berrettini in questa stagione, cominciata non al meglio per via di un infortunio, sono stati davvero incredibili e convincenti, tanto da conservare la top 10 in classifica Atp. Gran parte del merito dei suoi traguardi il tennista italiano li deve al suo grande servizio, che lo ha sempre aiutato nei momenti di difficoltà - come ha dichiarato lui stesso alcune settimane fa nella competizione newyorkese - e gli ha consentito di mettere pressione anche ai giocatori più forti del circuito, Nole esempio calzante.

Con le ultime prestazioni l’azzurro ha avuto l’onore di essere convocato dal capitano del team Europe Borg per la Laver Cup, che si terrà dal prossimo 26 settembre a Boston.

I dati sulla battuta di ‘The Hammer’

Le statistiche del numero 7 della graduatoria mondiale sono molto rassicuranti e descrivono come la battuta del 25enne romano faccia la differenza.

Nel 2021 un’analisi è stata effettuata sui top 10, rivelando diversi numeri interessanti anche su Berrettini. In questa annata Matteo, quando ha servito dalla parte di campo sinistra rispetto al suo punto di vista, è secondo per prime di servizio non restituite (percentuale corrispondente al 44.2%), dietro soltanto a Daniil Medvedev di 0.1 e subito davanti ad Alexander Zverev.

Nella parte ‘vantaggiosa’ di campo invece l’italiano è in vetta alla speciale classifica col 46.3% di punti diretti ottenuti senza entrare nello scambio (195/421), facendo segnare 80 aces e raccogliendo anche 115 risposte del suo avversario che però non sono entrate.

Nelle situazioni in cui il rivale è riuscito a rispondere, l’attuale miglior italiano del circuito ha vinto in media il 60% dei punti, posizionandosi in quinta piazza in entrambe le graduatorie stilate.