Olimpiadi Tokyo - Djokovic non c'è: al serbo sfugge anche il bronzo, vince Carreno



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Olimpiadi Tokyo - Djokovic non c'è: al serbo sfugge anche il bronzo, vince Carreno

Novak Djokovic fallisce anche l’appuntamento col bersaglio minimo e iscrive il suo nome – assieme a quello di altri big – nel taccuino nero delle delusioni olimpiche di Tokyo 2020. Dopo perso – dilapidando un set e un break di vantaggio – la semifinale con Zverev, il numero uno del mondo si fa beffare da Pablo Carreno Busta nella ‘finalina’ valevole per la medaglia di bronzo.

Il serbo, dunque, chiude la parentesi giapponese senza medaglie al collo e riprenderà la marcia verso gli Us Open dove è in corsa per il Grande Slam col serbatoio svuotato di fiducia. Lo spagnolo arricchisce il suo palmares di ottimo giocatore con una medaglia olimpica, mentre a Nole non riesce il bis del 2008.

L’oro olimpico resta, dunque, una chimera per il campione serbo. Dopo tre mesi di sole vittorie, dunque, arrivano due k.o. consecutivi per un Nole evidentemente lontano con la testa e con il tennis dalla miglior versione di se stesso.

Dopo l’oro di Rafa Nadal a Pechino 2008 e gli argenti di Arrese e Bruguera (1992 e 1996), la Spagna vince la prima medaglia di bronzo nella storia del torneo olimpico di singolare. Nel primo set Djokovic fallisce la palla break sia nel secondo sia nel quarto game e, come spesso accade, viene immediatamente punito dallo spagnolo sul 2-2.

Tanto basta a Carreno per condurre il vantaggio fino alla fine e intascarsi per 6-4 il primo set. Nel secondo set si assiste a un dominio dei servizi sulle risposte: per dodici game non si vedono né break e neanche palle break.

Si arriva, dunque, al tie-break dove con orgoglio Djokovic cancella un matchpoint sul 5-6 e timbra l’8-6 che forza l’incontro al set decisivo. Il pericolo appena scampato, tuttavia, non consente al serbo di dare un colpo di sterzo al match, anzi: Nole fallisce una palla break in apertura e concede subito il vantaggio nel game seguente allo spagnolo.

Forte di un break, Carreno è impeccabile al servizio e soffre soltanto nell’ultimo game del match quando Djokovic cancella 4 matchpoint prima di arrendersi al 6-3 dopo quasi 3 ore di gioco.