Atp Madrid - Berrettini non sbaglia contro Ruud: storica finale '1000' con Zverev



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Atp Madrid - Berrettini non sbaglia contro Ruud: storica finale '1000' con Zverev

Dopo Jannik Sinner a Miami, Matteo Berrettini a Madrid. La bandierina italiana ritorna a splendere in una finale '1000' a distanza di un mese. Dopo Fabio Fognini (il primo a centrare questo obiettivo dalla nascita del circuito Masters nel 1990) Federico Delbonis e Christian Garin, il numero uno del blocco azzurro – già sicuro della nona posizione nel ranking – annota tra le altre cose sul taccuino delle vittime anche Casper Ruud.

Grazie a una prestazione impeccabile con la battuta a disposizione (impreziosita da una percentuale altissima di punti con la prima palla e soprattutto da uno zero accanto alla riga delle palle break) il romano si accomoda sul 6-4 6-4 alla soglia delle due ore di gioco e raggiunge Alexander Zverev, giustiziere di Dominic Thiem.

Sarà ovviamente la prima finale di categoria, la sesta in carriera.

Berrettini: storica finale a Madrid

Il numero otto del gruppo nella 'Caja Magica' interpreta la sfida in maniera perfetta. Non solo resiste al pressing da fondocampo, ma soprattutto trova delle alternative valide anche sul lato più debole.

Ovviamente quello del rovescio. Il break sul 4-4 che fa da sfondo a un turno di battuta a zero (il primo del set) è praticamente una conseguenza logica. Il numero uno del blocco azzurro riesce a ogni modo a rimanere aggrappato a praticamente tutti i turni di risposta.

E a spingere con una certa continuità anche con il dritto. Manco a dirlo il dritto è il colpo che si rivela fondamentale sul 3-3 e che porta quattro punti. Chiamato a custodire quindi un vantaggio di 4-3, il tennista romano non trema.

Anzi. Il primo match point se lo procura addirittura sul 5-3. Il turno di battuta finale è privo di qualsivoglia problematica.

Zverev senza problemi: è caccia al secondo titolo a Madrid

Questo Dominic Thiem non è abbastanza per questo Alexander Zverev.

Questo, semplicisticamente, il motivo del 6-4 6-3 che matura alla soglia dei novanta minuti di gioco. Il campione anno 2018 – reduce peraltro dal successo ai danni di Rafa Nadal – gestisce la faccenda in maniera perfetta grazie al 79% dei punti con la prima palla e soprattutto spalma in maniera chirurgica tre break.

Uno nella frazione inaugurale, due nella seconda. Sascha acciuffa la ventiquattresima finale in carriera, la numero otto di categoria, ma consolida soprattutto la sesta posizione nel ranking. Photo Credit: Getty Images