Atp Miami - Il sogno di Sinner finisce in finale. Trionfa Hurkacz



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Atp Miami - Il sogno di Sinner finisce in finale. Trionfa Hurkacz

Jannik Sinner è diventato il più giovane finalista "1000" da Rafa Nadal nel 2005. Il più giovane a centrare la finale a Miami da Novak Djokovic nel 2007. Con la vittoria ai danni di Roberto Bautista Agut, è diventato anche il secondo italiano nella storia (se non altro dal 1990) a centrare un obiettivo del genere su un palcoscenico del genere.

Ecco: prima di rivalutare una settimana da superstar e di inserire la sconfitta nella categoria "occasioni-sprecate" sarebbe sacrosanto analizzare il tutto. Ad anni diciannove, il talentino azzurro si è dimostrato umano.

Vivaddio lo ha fatto. Dopo non aver sfruttato un vantaggio di 6-5 nel corso di una complicatissima frazione inaugurale (peraltro con il servizio a disposizione) si è spento completamente. Ha annullato, sì, una manciata di palle per lo 0-5 nel secondo (avvicinandosi addirittura al 4-4) ma si è risvegliato troppo tardi.

Dopo Denis Kudla, Denis Shapovalov, Milos Raonic, Stefanos Tsitsipas e Andrey Rublev, Hubert Hurkacz completa il capolavoro settimanale con un 7-6(4) 6-4 che costruisce in poco più di novanta minuti di gioco e diventa ovviamente il primo ad aggiungere la bandierina della Polonia sulla bacheca di un "1000" nella storia.

Il terzo titolo in carriera - ovviamente il più prezioso - gli consentirà di accomodarsi sul gradino numero sedici del ranking. Sinner sarà ventidue, sei nella Race.

La partita

Basterebbe posare gli occhi sulla percentuale di prime palle in campo e sul numero degli errori non forzati.

52 e 28 solo nel primo set. Il talentino azzurro, anni diciannove, qualche segno di debolezza lo mostra. Manco a dirlo ha bisogno di scivolare sullo 0-3 per prendere un minimo di confidenza con i colpi di inizio scambio e per impostare con il dritto da fondocampo.

Sinner si ritrova sul 30-40 nel corso del gioco-numero-otto, si cava fuori dai guai con una prima vincente e condensa poi la stragrande maggioranza delle energie fisiche mentali sul 5-5. A un passo dal primo mini-traguardo.

Il tennista altoatesino sopravvive a un braccio di ferro sul 15-30 con una splendida soluzione di rovescio dal centro e alla prima opportunità utile mette la testa avanti. Finita? Macché. Chiamato a chiudere, il numero ventitré del gruppone spegne completamente la luce.

Hurkacz vince i successivi sei punti, spreca, sì, un mini-break di vantaggio, ma approfitta di una banalità dello sfidante in uscita dal servizio sul 2-3 e si trascina piuttosto facilmente sul 6-2. Finisce 7-4.

Nella prima finale "1000" tra due Top 30 dal 2003 - la quinta più giovane nel torneo dal 1990 - il secondo set si rivela un contorno del tutto necessario. Sinner - completamente a corto di energie fisiche e mentali - finisce per fare da comparsa nello spettacolo di Hurkacz.

Che con un 3-0 (pesante) da custodire, si ritrova ad avere due palle per il 5-0 e parallelamente a ringraziare il nastro, sul 30-30, nel cuore dell'ottavo gioco. Nel turno di battuta più importante in carriera, il polacco trema sul 30-15 con il dritto in fase di impostazione e approfitta poi di un errore piuttosto banale di Sinner. Ancora una vollta sul 30-30. Il resto è storia. Photo Credit: Getty Images