Atp Miami - Sinner non è umano. Si inchina Bautista, è finale



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Atp Miami - Sinner non è umano. Si inchina Bautista, è finale

Jannik Sinner raggiunge la prima finale "1000" in carriera a Miami. Come Roger Federer e Rafael Nadal. A diciannove anni e sette mesi, il talentino azzurro diventa il più giovane da Novak Djokovic (nel 2007) a centrare un traguardo del genere.

Abbiamo di fronte un predestinato. Contro Roberto Bautista Agut - che non sfrutta un set di vantaggio e che nel cuore del terzo set dilapida un break a disposizione - il numero ventitré del gruppone costruisce un piccolo capolavoro.

Di tattica, di tecnica, di testa. Con un rocciosissimo 5-7 6-4 6-4 che matura dopo quasi tre ore di gioco, il tennista altoatesino acciuffa virtualmente la casella numero ventuno del ranking (la settima nella race) e lascia a Matteo Berrettini la decima.

Sognare adesso è lecito: ad attenderlo domenica ci sarà uno tra Andrey Rublev e Hubert Hurkacz.

Sinner, è storia

Complice qualche incertezza da parte di Sinner – che fatica a trovare ritmo e soprattutto a impostare da fondocampo – Bautista riesce a prendere un minimo di margine in avvio.

Manco a dirlo, cancellando anche una manciata di palle per il contro-break. Il talentino azzurro trova il modo per muovere il punteggio (con un turno di battuta a zero) ma soprattutto per attaccare con maggiore forza il servizio dello spagnolo.

Il rovescio vincente che piazza sullo 0-30 nel sesto game vale la parità. Sinner ricompatta il punteggio, scivola piuttosto agevolmente fino al decimo game, ma lascia per strada il servizio ai piedi del jeu decisif. Nel momento di massima difficoltà.

Chiamato a chiudere, come nella logica delle cose, RBA si presenta con una splendida soluzione in recupero e griffa tre dei successivi quattro punti senza apportare particolari modifiche al copione. Con qualità e quantità.

Il progetto tattico di Bautista è tanto semplice quanto efficace. Nonostante qualche sbavatura da fondocampo, il tennista spagnolo riesce a evitare i guai sul 30-30 (nel terzo game) ma soprattutto sul 40-40. Nel quinto e nel settimo gioco.

Sinner, che accatasta la stragrande maggioranza degli errori con il rovescio, recupera dallo 0-40 - con due splendide soluzioni vincenti - cancella una quarta palla break con lo schema servizio-rovescio e in qualche modo riesce a rimanere con i piedi avanti nel set.

RBA si porta piuttosto agevolmente sul 30-0 nel game immediatamente successivo, ma si lascia beffare nei pressi della rete e soprattutto paga una scelta scellerata nei pressi della rete. Sinner non sfrutta una palla break, si ritrova sullo 0-30 nel game immediatamente successivo, ma sul 5-4 riesce a trova la zampata vincente.

Portandosi immediatamente sullo 0-40. Dallo 0-1, Bautista elimina completamente gli errori dal progetto-tattico e vince tredici punti consecutivi. Il 3-1 è praticamente una conseguenza logica. Finita? Macché. Sinner - personaggio assolutamente allergico alla sconfitta - rimane attaccato al punteggio, rientra fino al 3-3 e mette addirittura la testa avanti.

Rimediando a uno svantaggio di 15-30 nel momento di massima difficoltà. Con un pacchetto di soluzioni decisamente più ampio (e vario) l'azzurro riesce a custodire il vantaggio fino al 5-4 e a preservare la stragrande maggioranza delle energie proprio ai piedi del traguardo. Il game che regala la finale è a tutti gli effetti un capolavoro. Photo Credit: Getty Images