Atp Melbourne 1 - Sinner batte Travaglia e anche la stanchezza. Arriva il 2° titolo



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Atp Melbourne 1 - Sinner batte Travaglia e anche la stanchezza. Arriva il 2° titolo

Contro la stanchezza e contro Stefano Travaglia, sì. Ma anche contro lo stesso Jannik Sinner. Alla seconda finale in carriera nel circuito maggiore, il talentino altoatesino vince praticamente tre volte. Logorato dalla sfida contro Karen Khachanov – e dal doppio impegno del giorno precedente – il diciannovenne di San Candido si impone anche nella prima finale tutta italiana dal 1988 (la settima della storia e la prima sul cemento) con un laboriosissimo 7-6(4) 6-4 che costruisce in poco più di due ore di gioco.

Entrambi ritorneranno in campo tra poco più di ventiquattro ore per il primo turno dello Slam downunder, motivo della dura quarantena e realisticamente anche del Great Ocean Road Open, Melbourne 1 per facilità di dicitura.

Travaglia se la vedrà con Frances Tiafoe, Sinner con Denis Shapovalov.

Sinner va oltre la stanchezza: a Melbourne arriva il secondo titolo

Il numero tre del seeding è ovviamente condizionato dalla fatica, il nuovo dalla tensione e da un fastidio alla gamba sinistra.

Il numero cinquantacinque accanto alla riga degli errori non forzati basterebbe a sintetizzare la qualità effettiva della prima frazione. Il numero otto del seeding condensa la stragrande maggioranza delle attenzioni in avvio.

Manco a dirlo vince il 90% degli scambi prolungati e tenta di non dare punti di riferimento da fondocampo. Almeno fino al 3-1, che aggancia annullando una palla break con una splendida soluzione di rovescio in lungolinea. Sinner rientra in carreggiata senza strafare (complice il massiccio contributo del connazionale) rispolvera lo schema servizio-dritto dall’armadio e nonostante qualche sbavatura con il rovescio (soprattutto in risposta) e un ritmo decisamente altalenante, si affaccia con più continuità nei pressi del 40-40 prima del tie break.

Che vince poi grazie a un passante in contropiede in avvio. Travaglia, nonostante una maggiore quantità di benzina nel serbatoio, sconta il colpo con un pessimo turno di battuta. Le circostanze quando il tabellone dice “1-1” comunque rimangono inalterate.

Manco a dirlo il numero due azzurro regala un altro break (il terzo consecutivo) non sfrutta nessuna delle tre chance che ha per rientrare nel game immediatamente successivo, ma ricompatta il punteggio sul 3-3 e mette addirittura la freccia sul 4-3.

Sinner, completamente a corto di fiato e di gambe, non perde comunque la lucidità e con quello che ha (poco, se non pochissimo) si aggrappa al 4-4 e assesta la spallata decisiva ai piedi del decimo gioco, recuperando fra le altre cose anche due quindici di svantaggio.

Chiamato poi a servire per il titolo, l'azzurrino pesca dal mazzo una manciata di servizi vincenti e gioca con grande attenzione nel momento del bisogno. Mettendo di fatto il sigillo sul secondo titolo in carriera nella migliore delle maniere.

Nel Murray River Open (Melbourne 2) arriva la settima sconfitta consecutiva in finale per Felix Auger Aliassime. Ad assicurarsi il titolo, con una prestazione praticamente perfetta, è Dan Evans. Photo Credit: Getty Images