Atp Cup - Dominio Russia. Fognini e Berrettini si fermano in finale



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Atp Cup - Dominio Russia. Fognini e Berrettini si fermano in finale

La splendida cavalcata della pattuglia azzurra nella seconda edizione della ATP Cup trova una conclusione solamente in finale. Senza storia la sfida con la Russia capitanata da Daniil Medvedev e Andrey Rublev, semplicemente perfetti contro Matteo Berrettini e Fabio Fognini.

Non c’è storia: la Russia vince la seconda edizione della ATP Cup

Reduce dalla vittoria ai danni di Pablo Carreno Busta, la prima dopo sette ko consecutivi, Fognini non riesce in alcun modo a costruire una difesa competitiva contro Andrey Rublev.

Giocatore che fra le altre cose aveva battuto in cinque dei sei precedenti. Il russo, che domina con la battuta a disposizione e che trova costantemente delle alternative in risposta, incassa la prima frazione in poco più di venti minuti e non modifica minimamente il progetto con il traguardo in bella vista.

Anzi. “Fogna” fatica a trovare gli appoggi negli scambi prolungati e soprattutto a raccogliere punti in risposta. Dodici in totale, solo quattro nel secondo set. Rublev, che assesta la spallata decisiva in avvio di secondo e che bissa l’operazione nel finale, alla soglia dei sessanta minuti di gioco tramuta la supremazia con un 6-1 6-2.

Aveva chiuso il 2020 con i successi a Parigi-Bercy e alle Finals. Si è affacciato al 2021 con la vittoria nella ATP Cup. Con una prestazione praticamente perfetta, non la prima e probabilmente neanche l’ultima, Daniil Medvedev si sbarazza di Matteo Berrettini con un secco 6-4 6-2 e regala il punto del 2-0 alla Russia.

Con un pacchetto di soluzioni decisamente più ampio – e un servizio decisamente più efficace – il numero quattro del mondo stabilisce le gerarchie sin dal primo quindici. Mano a dirlo giganteggia con la battuta a disposizione, adotta una strategia estremamente aggressiva in risposta e punzecchia il lato debole dello sfidante limitando praticamente allo zero il numero degli errori non forzati.

Il break nel terzo gioco, che fa da sfondo al 6-4 inaugurale, lo aggancia in entrambe le frazioni. Dal 2-1 – quasi come non bastasse – si aggiudica anche sedici dei diciannove punti a disposizione spingendosi sul 5-1.

Berrettini, che con un moto d’orgoglio riesce ad annullare una manciata di match point e a rendere il passivo più accettabile, fa come nella logica delle cose da spettatore non pagante nell’ultimo turno di risposta.

Il 6-4 6-2 che matura dopo poco meno di novanta minuti è praticamente una conseguenza logica. Photo Credit: Getty Images