Atp Finals - Thiem è di ferro: sarà ancora finale. Si "inchina" Djokovic



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Atp Finals - Thiem è di ferro: sarà ancora finale. Si "inchina" Djokovic

Si può vincere, perdere e vincere la stessa partita? Se sei Dominic Thiem evidentemente sì. Dopo aver annotato sul taccuino delle vittime Rafa Nadal, che potrebbe paradossalmente ritrovare in finale, il talento austriaco ferma il cronometro alla soglia delle tre ore di gioco anche contro Novak Djokovic.

Il talento austriaco non sfrutta quattro match point nel tie break del secondo set, ma recupera un mega-svantaggio di 0-4 nel rush finale e sigilla il successo sul 7-5 6-7(10) 7-6(5). Il numero tre del mondo, che fra le altre cose si è unito al club delle trecento vittorie in carriera nella maniera più romantica a disposizione, si è ripreso fre le altre cose anche il risultato della passata edizione.

Djokovic si congeda invece da Londra con qualche recriminazione. Vincendo, manco a dirlo, avrebbe raggiunto la trentanovesima perla Finals (come Lendl) l'ottava finale (come Becker) ma soprattutto si sarebbe avvicinato a Roger Federer.

Che di titoli ne ha vinti sei.

Thiem vince, perde e vince. Che "beffa" per Djokovic

La prima frazione rimane delicatamente in bilico fino ai piedi del tie break. Thiem macchia il taccuino con una manciata di errori piuttosto grossolani in uscita dal servizio nel sesto game, ma recupera in maniera perfetta dallo 0-30 e ricompatta il punteggio alla seconda opportunità utile.

Djokovic, per non rimanere indietro nella trama, si risolleva invece dallo 0-30 sul 3-3. Quando la logica sembra spingere per il jeu decisif, Thiem si ribella al più scontato degli epiloghi. Con una pesantissima accelerazione di dritto, dal centro, sul 5-5 30-30, il tennista austriaco ottiene la prima chance per strappare la battuta.

E la sfrutta. Djokovic, che spinge tanto e bene da fondocampo, non riesce a preparare una volée competitiva. E nemmeno a rientrare in carreggiata nel game immediatamente successivo. Dopo un parzialotto di sette punti consecutivi on serve - preludio di un minimo di tranquillità - Djokovic si ritrova addirittura sul 30-40.

Il tennista austriaco, che qualcosa da fondocampo concede, cancella invece una palla break sul 3-4 e trova il sostegno della prima di servizio sul 5-6 15-40. Il tie break è un capitolo a parte. Il numero uno del gruppone perde il controllo del dritto in avvio, ma recupera immediatamente il gap di svantaggio e con una prima pesante - che accompagna con un dritto vincente - si spinge piuttosto agevolmente sul 3-2.

Thiem, che si allontana con un errore piuttosto grossolano in fase di impostazione, recupera il mini-break di svantaggio e si affaccia parallelamente sul 6-5 con il medesimo modus operandi. Djokovic pesca la riga più lontana con il servizio, ma sul 6-6 si presenta a rete senza un piano convincente.

Thiem, che passa piuttosto agevolmente, alimenta ovviamente il dramma di giornata con un doppio fallo e scivola "in un amen" sul 7-8. Finita? Macché. Djokovic, che non riesce a dare continuità al vantaggio, perde completamente il vantaggio servizio e spedisce per la terza volta Thiem a un passo dal traguardo.

Il campionissimo serbo, che di match point ne cancella complessivamente quattro, quando il tabellone luminoso dice "11-10" riesce comunque a entrare con la risposta e a prolungare quanto meno fino al terzo la faccenda.

Terzo che, come nella logica delle cose, si ristabilisce sul binario dell'equilibrio. Prima del tie break, una sorta di tappa necessaria, Djokovic si lascia trascinare ai vantaggi nell'ottavo gioco mentre Thiem si cava fuori dai sia sul 4-4 che sul 5-5.

Thiem si presenta sulla passerella finale con un sanguinosissimo doppio fallo. E dopo due presenze piuttosto scialbe in risposta macchia il taccuino con un altro errore gratuito di dritto in piena fase di impostazione. Con un vantaggio di 4-0 da difendere, a bocce ferme sufficiente, Djokovic si inceppa.

Thiem rimargina completamente il gap di svantaggio e sul 4-4 mette a segno il decimo ace del match. Soprattutto bacia la diagonale sinistra con una splendida soluzione di rovescio, preludio di una vittoria che matura alla soglia delle tre ore di gioco.