Atp Finals - Medvedev in semifinale, ko un brutto Djokovic. Sarà spareggio con Zverev



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Atp Finals - Medvedev in semifinale, ko un brutto Djokovic. Sarà spareggio con Zverev

Daniil Medvedev si era presentato a Londra con il quasi obbligatorio obiettivo di smuovere lo zero dalla casella delle vittorie alle Finals. Detto, fatto. Dopo il colpo ai danni Alexander Zverev, in circostanze completamente differenti, il russo ha annotato sul taccuino delle vittime anche Novak Djokovic.

Che per superare il taglio del "Group Tokyo 1970" dovrà a questo punto vincere lo spareggione con Alexander Zverev. Il numero cinque del gruppo, che gioca una partita estremamente ordinata e che vince la stragrande maggioranza degli scambi prolungati, spezza gli equilibri nel cuore della frazione inaugurale e si stacca nel secondo con un parziatto di 3-0.

Djokovic, falloso e senza un piano tattico preciso, non trova armi sufficientemente valide per rientrare in carreggiata. Nel 6-3 6-3 finale che vale la qualificazione alle semifinali ci sono tutti i come e tutti i perché.

Medvedev ha un piano tattico tanto semplice quanto efficace. Servire bene, sbagliare poco e non concedere punti di riferimento da fondocampo. Djokovic, che si trova costretto a cancellare una manciata di palle break nel corso del quarto gioco, paga tra le altre cose anche la scarsissima efficacia dei drop-shot.

Manco a dirlo si risolleva dal 15-40 quando il tabellone dice "3-3" ma sbaglia una soluzione piuttosto semplice quando ha la chance di mettere la testa avanti. Medvedev, che cura ogni dettaglio difensivo con estrema precisione, sfrutta la quinta opportunità utile, irrobustisce il vantaggio con un turno di battuta piuttosto semplice e si limita ad aspettare sul 5-3.

Djokovic contribuisce alla causa con due doppi falli e si trova a rivestire gli scomodi panni dell'inseguitore per la seconda volta in sette confronti diretti. Djokovic in realtà fatica a nascondere il nervosismo.

E soprattutto a limitare il numero degli unforced. Ventuno dopo poco più di un set. Medvedev, che gestisce anche il game inaugurale in maniera praticamente perfetta, gonfia il parzialotto di break consecutivi - tre - e sul 2-0 si salva sul 30-40.

Complice, ancora una volta, una scelta scellerata di Djokovic in piena fase di impostazione. Il resto è un contorno del tutto necessario: Medvedev difende gli ultimi turni di battuta senza concedere chance e si spinge nei pressi del traguardo dopo poco meno di novanta minuti.

Zverev rimane aggrappato alla qualificazione

Dalla sconfitta con Daniil Medvedev alla vittoria con Diego Schwartzman. Alexander Zverev non apporta grosse migliorie al progetto londinese, ma rimane quanto meno aggrappato al secondo posto del "Group Tokyo 1970" che si giocherà con il numero uno del mondo.

Insomma, nonostante una prestazione da trentotto errori non forzati (trentotto!) il tennista tedesco riesce a trovare il guizzo decisivo nelle fasi iniziali del terzo set. Anche se in una sorta di festival degli orrori - che "El Peque" contribuisce a rendere divertente - non sfrutta un set e un break di vantaggio.

E nemmeno una palla per scappare sul 4-1 pesante nel cuore del secondo. Il tennista argentino, che a contrario di "Sascha" non trova un vero amico nel servizio, non trova nemmenk come nella logica delle cose armi sufficientemente valide da fondocampo per rientrare in carreggiata.

O quanto meno per rendersi pericoloso negli ultimi tre turni di battuta. Emblematico alla soglia delle due ore di gioco il 6-3 4-6 6-3 che appare sul tabellone luminoso.