Atp Vienna - La favola di Sonego finisce in finale. Pokerissimo Rublev



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Atp Vienna - La favola di Sonego finisce in finale. Pokerissimo Rublev

Andrey Rublev ha vinto diciannove delle ultime venti partite che ha disputato, tre degli ultimi quattro tornei che ha giocato. Non un caso. La favola di Lorenzo Sonego nel "500" di Vienna ha comprensibilmente trovato una conclusione in finale.

Il tennista torinese, reduce dalla vittoria-della-vita contro Novak Djokovic e dalla super prova del nove contro Daniel Evans, ha fatto quello che ha potuto contro un avversario semplicemente (e semplicisticamente) più forte.

Un avversario che nel corso di questa surreale stagione ha vinto complessivamente cinque titoli, un avversario che fra le altre cose è arrivato a staccare il penultimo pass per le Finals. Sonego, il primo lucky loser a battere un numero uno da Jordan Thompson nel duemiladiciassette, ha pagato un cattivo turno di battuta nel cuore della frazione inaugurale e poco altro.

Il break che Rublev ha griffato ai piedi del traguardo è arrivato grazie a tre risposte praticamente vincenti. Detto ciò: il 6-4 6-4 finale racconta in maniera perfetta tutti i come e tutti i perché.

Rublev è perfetto

Potremmo addirittura affidare ai numeri on serve il compito di sintetizzare gli equilibri della frazione inaugurale.

Rublev, un mostro di continuità, lascia per strada appena un punto nei primi quattro turni di battuta e con un gancio in risposta (che assesta anche grazie al contributo del tennista azzurro che pasticcia in due occasioni dopo due scambi massacranti sulla diagonale sinistra) schizza piuttosto agevolmente sul 5-4.

Il talento russo non si lascia mai condizionare. Neanche dalle circostanze, neanche dalle poche - e rare - sbavature che fanno maturare un paradossale 15-40 nei pressi del traguardo. Il tennista russo rimargina infatti il gap e con lo schema servizio-dritto, il più funzionale, chiude alla prima opportunità utile e mette la testa avanti nel punteggio con autorità.

Sonego gioca la partita giusta. Nonostante qualche sbavatura, perfettamente comprensibile, raramente prende una scelta tattica sbagliata e raramente si incarta con il dritto negli scambi prolungati. Rublev ha semplicemente un pacchetto di soluzioni maggiore da fondocampo.

Il russo, che nel cuore del secondo set si affaccia in una manciata di occasione ai vantaggi, pesca tre risposte vincenti sul 4-4 e alla seconda opportunità utile piazza il break decisivo. L'ultimo game non è una formalità, ma dal 15-30 Rublev sale di giri e con il contributo della prima palla scrive la parola fine.

A Nur-Sultan vince Millman

Al terzo tentativo in carriera, dopo le sconfitte a Budapest nel 2018 e a Tokyo nel 2019, John Millman aggiunge la prima perla alla collana dei titoli nella "vecchia" Astana. Il tennista australiano soffre praticamente solo un set contro Adrian Mannarino, che ha vinto appena una delle dieci finali che ha disputato nel circuito maggiore.

Esemplificativo il 7-5 6-1 che appare sul tabellone luminoso alla soglia dei novanta minuti di gioco. Photo Credit: Getty Images