Atp Finals Torino: già +30% dagli sponsor rispetto a Londra



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Atp Finals Torino: già +30% dagli sponsor rispetto a Londra

Poco più di quattordici mesi e il grande tennis sbarcherà a Torino per le Atp Finals, mega evento che la città sabauda ospiterà fino al 2025. Il countdown è partito e, nonostante una pandemia che ha inevitabilmente reso ancora più complicate le decisioni della macchina organizzativa, Città di Torino, Federtennis e Atp hanno già messo a segno alcuni colpi importanti.

Su tutti l’approccio vincente nei confronti delle aziende: «C’è stata una grande attenzione dagli sponsor e abbiamo raggiunto un risultato significativo: siamo già a un 30% in più rispetto a Londra - spiega Alberto Sacco, assessore al commercio di Torino e uno dei cinque membri del comitato organizzatore delle Atp Finals - E abbiamo la possibilità di incrementare ancora questo dato.

La conferma di Nitto per un evento in Italia è certamente un grande risultato. Perché Nitto e Dentsu, che poi è la vera parte coinvolta, porteranno a Torino per la prima volta il mercato giapponese con tante possibilità di sviluppo per tutta la regione».

Ma non solo: «Annunceremo poi a breve gli sponsor italiani. Abbiamo infatti optato per realizzare un mix tra aziende internazionali e italiane, quindi è stato raggiunto appieno l’obiettivo, anche se c’è ancora grande interesse da parte di società che ci hanno chiesto di poter entrare in questo evento».

Detto della scelta sulla sede delle gare, con il PalaAlpitour quasi al match point sullOval (per la città sono due straordinarie soluzioni, ma su questo aspetto noi siamo spettatori, spetta alla Fit), Alberto Sacco si sofferma sulle attività di promozione dellevento: «Abbiamo iniziato con gli Internazionali di Roma e con la scritta sul fondo campo Atp Finals Torino” e a breve verrà annunciato il vincitore del bando Master Plan”, anche qui altro grande successo, perché nonostante la pandemia hanno partecipato 12 raggruppamenti di imprese molto importanti.

Aspetto interessante di questo beauty contest è che diverse imprese locali hanno fatto squadra con imprese internazionali, sfruttando appieno quindi loccasione di crescita generata da questo grande evento. Ci sono 12 progetti molto diversi tra loro e tutti molto belli».

La promozione potrà passare anche dall’ultima edizione londinese: «Se a Londra le misure dei protocolli verranno un po’ allentate, vorremo realizzare eventi di promozione all’interno della venue.

E poi dagli Australian Open in avanti, ma allo stato attuale è difficile prevedere cosa potremmo o non potremmo fare nel corso del 2021, quindi la promozione potrebbe essere per lo più mediatica. Sperando poi che a novembre del prossimo anno la gente possa venire serenamente a Torino.

La cosa bella di questo evento, cosa a mio avviso non adeguatamente sottolineata, è la durata di cinque anni. Possiamo fare una programmazione di cinque e anni e sfruttare questa onda lunga in maniera importante».

Anche per la sua delega alle attività produttive e al turismo, Sacco si sofferma poi su altro asset strategico che porta in dote l’organizzazione di un simile evento, che nell'edizione 2019 ha generato un coinvolgimento record sui social con i contenuti visti 400 milioni di volte, 69 milioni di visualizzazioni ai video e 12 milioni di interazioni sui canali dell'ATP Tour e di TennisTV: «L’altro focus è la promozione della città.

Avevamo immaginato prima del Coronavirus di utilizzare l’evento per promuovere la città e il territorio a livello mondiale. E nonostante ciò che è accaduto, sono convinto che ci riusciremo. L’obiettivo è organizzare una promozione nel corso di tutti gli eventi Atp, andando a programmare nel corso delle cinque edizioni una promozione mirata della città, ad esempio un anno negli Stati Uniti, un anno nel sud-est asiatico e così via.

Quindi fare un percorso di promozione della città perché le ricadute e i benefici generati sono assolutamente importanti. Ci dovrà essere il coinvolgimento dei circoli del territorio e noi abbiamo la fortuna di averne tanti di alto livello.

Oltretutto siamo in un ottimo momento del tennis italiano. Ci sono dei campioni affermati e delle promesse come Sinner e Musetti che danno da sperare per il futuro. Oltre al fatto che potrebbero esserci le ultime partite di Federer, quindi una sorta di evento nell’evento».

E poi il coinvolgimento della città partendo: «L’evento dura da domenica a domenica, ma noi vigliamo partire già molto prima per far sì che l’evento sia percepito com’è giusto che sia percepito dalla città.

Sarà importante l’esperienza che offriremo alle persone che verranno a vedere Torino. Se si troveranno bene magari torneranno con la famiglia e faranno una buona pubblicità della nostra città. Sono cose ovvie, ma molto importanti.

Queste Atp Finals sono uno strumento che, con costi veramente contenuti per l’amministrazione, garantiscono una promozione della nostra città incredibile. Provo a semplificare. Dovremo comunicare bene ai manager delle aziende coinvolte o a chi usufruirà dei biglietti corporate, che si trovano in un posto bellissimo, con musei strepitosi, hotel pazzeschi, un centro di Torino strepitoso, le Langhe, che in 40 minuti sei a Milano e in un’ora alle cinque terre o puoi andare a vedere il Monte Bianco.

Insomma, in due settimane puoi vedere delle cose meravigliose e non so quante altre città possano offrire un’esperienza simile. Certo, sarà altrettanto importante che tutta la cittadinanza, i commercianti e gli albergatori comprendano l’esigenza di garantire un servizio di alto livello.

Levento in sé deve essere un grande motore per lo sviluppo del nostro territorio». Articolo a cura di Matteo Musso